Prove
Nikon D50: aspirante professionista
La palestra ideale per fotografi con forti ambizioni. E il prezzo è abbordabile
Claudio Leonardi e Dino del Vescovo
24marzo 2006
La fotocamera digitale reflex Nikon D50 compete direttamente con la Canon EOS 350D. E’ una macchina semiprofessionale con prezzo relativamente abbordabile e qualità apprezzabile da chiunque pratichi la fotografia con, almeno, un po’ di ambizione. Non è l’acquisto giusto per chi vuole inquadrare e scattare e, magari, quando inquadra non va troppo per il sottile. Detto questo, la D50 ci ha convinti. Il modello da noi provato è in vendita con un obiettivo zoom AF-S Nikkor 18-55 mm , particolarmente adatto a paesaggi e a foto d’interno, penalizzante lievemente sui ritratti, completamente inadatto a chi voglia fare bird-watching. Se però possedete vecchie reflex analogiche Nikon, non è escluso che possiate riciclarne le ottiche.
Risultati pratici
A un primo impatto ci è sembrato più razionale il layout della D50 rispetto alla diretta concorrente Canon. La rotella per il controllo dei tempi di esposizione è manovrabile con il pollice e asseconda una più naturale impugnatura della macchina. Quasi impercettibili le differenze di peso, con identica maneggevolezza e facilità di trasporto.
Nikon permette di fare foto praticamente in ogni condizione meteo, fatta salva l’universale delicatezza delle fotocamere digitali. La funzione automatica di bilanciamento del bianco (selezionabile dal menu su display), non dà sempre buoni risultati con luce a incandescenza (le normali lampadine), mentre lavora egregiamente con luce naturale. In generale, suggeriamo di bilanciare manualmente il bianco (sarà indispensabile a tal proposito il manuale di istruzioni, in italiano e chiaro in ogni dettaglio).
La sensibilità ISO va da 200 a 1.600 (passando a tappe forzate per i valori 400 e 800, con incrementi di 1 EV). Con la fotocamera impostata a 1.600 ISO (la regolazione di questo valore è effettuabile da un pulsante dedicato comodamente raggiungibile) abbiamo potuto scattare in condizioni di scarsa luminosità e con luce artificiale anche con tempi di esposizione di 1/40 e di 1/20 di secondo. A patto di avere la mano ferma, questi tempi non richiedono l’uso del treppiede e permettono effetti panning e riprese di situazioni non del tutto statiche. Nelle foto non abbiamo notato un “rumore” (quello che rende una foto sgranata) eccessivo, sebbene qualche pixel “impazzito” si potesse notare ingrandendo le fotografie alla massima dimensione. Un risultato lodevole, impensabile per una digicamera compatta.
Indice dei contenuti
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