Prove
Packard Bell dot m/a
E' il primo netbook con processore AMD e sistema operativo Windows Vista che riceviamo in prova: ecco tutto quello che c'è da sapere sulla prima alternativa all'Atom.
di Elena Re Garbagnati
16luglio 2009
A un anno e mezzo dall'esordio della categoria dei netbook è finalmente arrivato il momento di una novità tecnologica di rilievo: la presenza di un'architettura AMD nella configurazione dei piccoli portatili ultraeconomici. Finora, infatti, i netbook erano prerogativa esclusiva di Intel e dal punto di vista tecnico c'erano raramente informazioni di rilievo da sottolineare, perché il passaggio generazionale dalla prima alla seconda architettura netbook non è ancora di fatto avvenuto.
In occasione dell'annuncio del nuovo dot m/a di Packard Bell, AMD ha precisato che il suo esordio nel settore dei netbook non deve essere interpretato come un impegno di AMD finalizzato all'inserimento e alla conquista del settore netbook, ma è semplicemente dovuto al fatto che AMD non vincola i produttori a installare i suoi chip solo in determinate configurazioni, al contrario, li lascia liberi di decidere quale uso farne. Merito quindi di Packard Bell se oggi esiste sugli scaffali un prodotto con caratteristiche tecniche inedite.
Infatti, il processore AMD non è l'unica novità introdotta dal dot m/a, che si conferma come uno dei prodotti più innovativi di quest'anno; è di conseguenza anche il primo netbook con grafica integrata ATI e il primo con sistema operativo Windows Vista: 3 elementi cruciali in un computer portatile.

Il disco fisso è da 160 GB e la RAM 1 GB, ma entrambi possono essere aggiornati: il disco fisso può arrivare a una capacità di 320 GB, mentre la memoria si può espandere fino a 2 GB aggiungendo un modulo nello slot di espansione.
Analizziamo quindi le novità principali e i vantaggi che ne derivano, a partire proprio dal processore AMD. Si tratta di un Athlon 64 L110, che esordisce di fatto con questo netbook in virtù delle sue caratteristiche che lo avviciano all'Atom di Intel: è un modello a singolo core, che funziona alla frequenza di 1,2 GHz e ha in dotazione una cache di secondo livello di 512 Kbyte. La frequenza è pertanto inferiore a quella degli Atom N270, che funzionano a 1,6 GHz, in compenso ha in dootazione la stessa quantità di cache e in più sfrutta il bus Hyper Threading come da tradizione AMD. In virtù della bassa frequenza di elaborazione ci si aspetterebbe una velocità di elaborazione inferiore a quella media dei netbook basati su piattaforma Intel, cosa che non si è verificata, perchè innanzi tutto i test sono stati correttamente portati a termine (il che accade raramente con i netbook), e in fase di test PC Mark 05 ha registrato il punteggio di 1.514 punti, contro una media di 1.200 punti.

Il processore funziona alla frequenza di 1,2 GHz e ha in dotazione una cache di secondo livello di 512 Kbyte.
Le prestaszioni superiori sono tuttavia accompagnate da una produzione di calore maggiore rispetto a quella rilevata nei netbook con CPU Atom, dovuta alla tecnologia costruttiva da 65 nanometri impiegata per la fabbricazione del chip (contro i 45 nanometri delle soluzioni Intel), e dalla conseguente dissipazione di 13 watt, contro i 2 watt, per esempio, dichiarati da Intel per lo Z530. Una differenza che Packard Bell ha mascherato ottimamente mediante un sistema di dissipazione ben progettato: anche dopo avere usato il dot per ore tenendolo appoggiato sulle gambe, la base rimane sostanzialmente fresca per tre quarti della sua estensione; il calore si concentra nell'angolo in alto a sinistra, dal quale proviene il ronzio leggero della ventola di dissipazione del calore, che viene quindi convogliato all'esterno tramite una griglia di aerazione.

Opzionalmente è anche possibile acquistare una batteria opzionale da 6 celle da sostituire a quella da 3 celle in dotazione.
Chiudiamo il capitolo delle prove con la rilevazione dei consumi nelle diverse fasi di funzionamento del dot m/a: quando è acceso e sta ricarciando la batteria assorbe 35,71 watt, che scendono a 27,26 watt quando la batteria è completamente carica. Se volete ricaricare questo netbook tenendolo spento, consumerete invece 33,55 watt. A termine di confronto, l'Aspire One D250 appena provato da PC World, con architettura Intel e CPU Atom N270, assorbe 35,97 watt quando è spento in fase di ricarica della batteria, mentre se lo si accende, sempre con la batteria sotto carica, consuma 36,81 watt. Si puà quindi concludere che la solouzione AMD non è affatto più dispendiosa di corrente rispetto a quella Intel.
Indice dei contenuti
- Il netbook secondo AMD
- La grafica
- Design e qualità costruttiva
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