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Facebook ritocca la privacy con applicazioni di terze parti
Facebook ha dichiarato di aver messo a disposizione un maggior numero di opzioni per l'acesso a contenuti pubblicati con applicazioni o siti di terze parti
Attilio Varanini
18febbraio 2010
Facebook ha dichiarato mercoledì di avere reso possibile, per i suoi membri, assegnare una più ampia varietà di livelli di accesso ai contenuti inseriti con applicazioni di terze parti e siti Web.
In precedenza, i membri del social network avevano una opzione di default applicata a tutti i contenuti condivisi tramite applicazioni.
Secondo facebook, i membri hanno ora, oltre a questa opzione che resta valida, la possibilità di applicare una diversa impostazione di accesso a ogni contenuto pubblicato attraverso un'applicazione o un sito web, caso per caso.
Ad esempio, quando si utilizza un'applicazione che consente ai membri di pubblicare post di cartoline di auguri, i membri possono ora selezionare accuratamente su quali bacheche di amici di vogliono che appaia una particolare cartolina.
I controlli più precisi e specifici dell'accesso si applicano sia ai programmi di terze parti, sia ai siti esterni collegati a Facebook tramite il sistema Connect sia, infine, alla versione mobile di Facebook. Alcuni software client che consente ai membri di eseguire alcune operazioni su Facebook, come Seesmic, sono inclusi in questi nuovi livelli di accesso.
Questa modifica è coerente con una mossa già fatta da Facebook in precedenza per consentire ai membri di assegnare impostazioni di privacy differenti per ogni post.
I controlli sull'accesso includono opzioni come "tutti", che rende un post visibile a tutti i membri di Facebook, "amici degli amici" e "amici".
I problemi di privacy legati alle attività di social network sono tornate sotto i riflettori la settimana scorsa, a causa di alcune clamorose leggerezze commesse da Google Buzz, lo strumento sociale legato a Gmail.
Buzz ha inizialmente creato una lista di amici automatica basata sulle persone che interagiscono più spesso tramite via Gmail e Google Talk. La lista era resa pubblica tramite impostazione predefinita del profilo utente di Google. Google ha chiesto scusa e modificato Buzz per affrontare i problemi di privacy.
Facebook stessa è stata colpita di recente da una class action, a causa delle modifiche messe in atto l'anno scorso alle impostazioni che riguardano la privacy. Queste comprendevano la possibilità di rendere pubbliche alcune informazioni sul profilo, che precedentemente rimanevano nascoste.
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