Tutte le News
Il provvedimento allo studio dovrebbe contemplare la possibilità che diventi difficile raggiungere quei siti, o quei gruppi come nel caso di Facebook, che inneggiano alla violenza o che sono ritenuti responsabili del reato di apologia di reato, che dovrebbero essere "schermati" da una rete di filtri che li "taglino fuori" dai normali canali di ricerca. Il provvedimento più forte è poi quello che affida alla magistratura il compito di emettere provvedimenti a carico dei gruppi, dei siti o dei blog che si macchiano dei reati in questione, e di intervenire, anche con sanzioni penali, qualora i provvedimenti non dovessero essere prontamente recepiti. Per i siti con sede in Italia il compito sarà ovviamente più semplice, mentre per quelli esteri ci si dovrebbe muovere mediante rogatorie internazionali che implicano tempi più lunghi per l'ottenimento di eventuali risultati.
Alla fine, quindi, ha avuto la meglio l'opzione di colpire i messaggi violenti e gli utenti che commettono reato, invece di oscurare interi siti che, come Facebook, contano milioni di utenti di cui solo una piccola parte commetterebbe reato.
Nonostante la linea più ragionevole praticata dal Governo, tuttavia, non mancano le proteste, che sono esplose in tutta la Rete non appena la notizia è stata divulgata. la mobilitazione più massiva, come ci aspettava, è stata quella degli utenti di Facebook, che hanno dato subito vita a una serie di gruppi fra i quali sono significativi quelli chiamati "Nessuno tocchi la rete" e "Contro la censura della rete e di Facebook", che hanno già raccolto migliaia di consensi.
Al popolo di Facebook si è unito anche il comico genovese Beppe Grillo, che attraverso il suo blog ha lanciato il messaggio "Più Rete, meno Lega".
Per ora i dettagli non sono sufficienti per capire quali saranno le applicazioni pratiche del disegno di legge: se i provvedimenti della magistratura contro chi commette reati via web sono facilmente praticabili, soprattutto se il reato è commesso da un connazionale attraverso un sito italiano, l'attivazione di filtri per precludere l'accesso ai siti è tutt'altro discorso, perché un sito non si può chiudere a chiave sbattendo la porta, e il fatto che sia semplice aggirare i filtri lo ha dimostrato a suo tempo la vicenda di Pirate Bay, che era rimasto sempre e comunque accessibile.
News
Internet: i provvedimenti restrittivi di Maroni e le proteste della Rete
Filtri e multe ai gestori dei siti, magistratura incaricata di perseguire gruppi, siti e blog che commettono reati: ecco le proposte del Ministro Maroni e le proteste degli utenti di Internet.
di Elena Re Garbagnati
17dicembre 2009
Maroni lo aveva annunciato, ed ecco questa mattina, puntuale, la presentazione al Consiglio dei Ministri dei provvedimenti contro Internet in seguito alla pubblicazione di gruppi di Fabecook che inneggiavano alla violenza. Il Ministro dell'Interno sembra intenzionato a rinunciare a un decreto, ma sembra comunque orientato a procedere con un disegno di legge atto a limitare la nascita di gruppi Internet inneggianti alla violenza.
Il provvedimento allo studio dovrebbe contemplare la possibilità che diventi difficile raggiungere quei siti, o quei gruppi come nel caso di Facebook, che inneggiano alla violenza o che sono ritenuti responsabili del reato di apologia di reato, che dovrebbero essere "schermati" da una rete di filtri che li "taglino fuori" dai normali canali di ricerca. Il provvedimento più forte è poi quello che affida alla magistratura il compito di emettere provvedimenti a carico dei gruppi, dei siti o dei blog che si macchiano dei reati in questione, e di intervenire, anche con sanzioni penali, qualora i provvedimenti non dovessero essere prontamente recepiti. Per i siti con sede in Italia il compito sarà ovviamente più semplice, mentre per quelli esteri ci si dovrebbe muovere mediante rogatorie internazionali che implicano tempi più lunghi per l'ottenimento di eventuali risultati.
Alla fine, quindi, ha avuto la meglio l'opzione di colpire i messaggi violenti e gli utenti che commettono reato, invece di oscurare interi siti che, come Facebook, contano milioni di utenti di cui solo una piccola parte commetterebbe reato.
Nonostante la linea più ragionevole praticata dal Governo, tuttavia, non mancano le proteste, che sono esplose in tutta la Rete non appena la notizia è stata divulgata. la mobilitazione più massiva, come ci aspettava, è stata quella degli utenti di Facebook, che hanno dato subito vita a una serie di gruppi fra i quali sono significativi quelli chiamati "Nessuno tocchi la rete" e "Contro la censura della rete e di Facebook", che hanno già raccolto migliaia di consensi.
Al popolo di Facebook si è unito anche il comico genovese Beppe Grillo, che attraverso il suo blog ha lanciato il messaggio "Più Rete, meno Lega".
Per ora i dettagli non sono sufficienti per capire quali saranno le applicazioni pratiche del disegno di legge: se i provvedimenti della magistratura contro chi commette reati via web sono facilmente praticabili, soprattutto se il reato è commesso da un connazionale attraverso un sito italiano, l'attivazione di filtri per precludere l'accesso ai siti è tutt'altro discorso, perché un sito non si può chiudere a chiave sbattendo la porta, e il fatto che sia semplice aggirare i filtri lo ha dimostrato a suo tempo la vicenda di Pirate Bay, che era rimasto sempre e comunque accessibile.
Articoli correlati:
- In arrivo la patch per Internet Explorer 6
- Packard Bell EasyNote Butterfly xs
- Bing: memoria limitata a 6 mesi
- Firefox 3.6 RC2 già rilasciata
- Anche la Francia sconsiglia IE
- Il governo tedesco raccomanda di non usare Internet Explorer
- I nuovi notebook Acer sono più green
- Il Worm Conficker è ancora in attivitÃ
- Il 2009 si chiude con successo per Intel
- Aggiornamento sicuro per Adobe
- Con GDrive Google regala 1 GB di spazio online
- Si chiama dot s2 il nuovo netbook di Packad Bell
- Facebook si accorda con McAfee per la sicurezza
- Roma: il biglietto dell'autobus si compra con il telefonino
- Google in rotta di collisione con la Cina
- Ultraportatili verso un successo annunciato
- E' finita l'era della privacy, parola di Zuckerberg
- Firefox 3.6 release candidate
- CES 2010: Intel annuncia le nuove CPU per notebook e desktop
- CES 2010: Greenpeace elogia e bacchetta
- Facebook ferma l'ondata di suicidi. Virtuali
- Ipnosi di massa su Facebook: un fiasco
- Vendite di netbook aumentate del 103 percento nel 2009
- Mediaset in onda su Internet
- Disponibile la beta 5 di Firefox 3.6
- La televisione nel cubo
- Gli adolescenti impazziscono per Facebook
- La casa si controlla con lo smartphone
- E' in onda la Next Generation Zone
- Definite le specifiche dei Blu-ray 3D
- Internet: i provvedimenti restrittivi di Maroni e le proteste della Rete
- Mercato pc pronto a decollare di nuovo
- Intel ancora denunciata per "posizione dominante"
- Via il Grande Fratello da YouTube
- ***PZ Acer Approfondimento 3D













