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Google news, il First Click Free e i suoi bachi

L'ormai celebre First Click Free di Google News non distingue fra le news a pagamento e quelle gratis. Risultato: adesso potete leggere proprio tutto senza pagare nulla.

di Elena Re Garbagnati

03dicembre 2009
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Google news, il First Click Free e i suoi bachi

Solo ieri abbiamo pubblicato la notizia secondo la quale Google ha accondisceso alle richieste degli editori riguardanti le notizie a pagamento e si è reso disponibile ad attuare un meccanismo di rilevazione che consenta ai lettori di leggere solo le prime cinque notizie di Google News a titolo gratuito, per poi chiedere il pagamento per le successive tramite la visualizzazione di una schermata di registrazione. In questo modo gli editori sono accontentati perché possono trarre guadagno dalla consultazione online delle news da parte dei lettori, e d'altro canto continuano a beneficiare del traffico apportato ai loro siti da Google News, che dalla sua avrà l'autorizzazione per continuare a indicizzare le notizie tramite una delle pagine più consultate a livello globale.
                              
Il meccanismo, tuttavia, ha alcune falle, perché tutto questo è possibile solo tramite un meccanismo identificato con il nome First Click Free (primo clic gratis, letteralmente), poiché per poter essere indicizzate da Google News, le notizie devono essere lette dal "crawler" di Google, che a quanto pare non sarebbe in grado allo stato attuale di distinguere fra le news a pagamento e quelle gratuite. 
                                     
Il problema è emerso oggi, quando in molti si sono accorti di poter leggere gratis delle notizie a pagamento pubblicate proprio sul sito del Wall Street Journal, che casualmente è proprio uno dei giornali di Murdoch, dal quale sono partite le proteste maggiori contro il sistema di indicizzazione gratuita di Google. Se provate a collegarvi alla home page noterete che alcune notizie sono affiancate dall'icona di una chiave: si tratta delle news a pagamento, infatti se ne cliccate una potrete leggerne solo le prime righe, poi vedrete una schermata che vi invita a registrarvi (e pagare) per proseguire nella lettura.
                              
Peccato che se copiate la URL di una di queste notizie e la incollate nella finestra di ricerca di Google, fra i primi risultati della ricerca avrete la news, leggibile per intero senza dover sborsare un centesimo, o almeno così è da tutt'oggi. Il nuovo meccanismo messo a punto da Google dovrebbe ridurre a cinque volte la possibilità di bypassare la registrazione così come indicato, e inviare la richiesta di pagamento dal sesto tentativo in avanti.

Un problema che senza dubbio verrà affrontato presto, probabilmente facendo buon uso di un altro strumento che Google ha messo a disposizione degli editori, che si chiama User Agent e che consente ai gestori del sito di definire quali contenuti vogliono che sia indicizzati da Google, da Google News o da entrambi, e quali no. Per impostarlo basta inserirlo all'interno del file robots.txt, che invierà automaticamente le informazioni al crawler di Google così da evitare che per ciascuna notizia si debba compilare un form di segnalazione.
                               
In questo modo, tuttavia, le news a pagamento non godrebbero più del First Click Free e nessuno, tranne gli utenti del sito che le pubblica, saprebbero della loro esistenza: ne varrà la pena?

Del resto, l'alternativa è quella spiegata da Josh Cohen, Senior Business Product Manager di Google News: i crawler di Google tratteranno come pagine liberamente consultabili anche quelle che in molti giornali online contengono solo un'anteprima dell'articolo (titolo, sommario e le prime righe dell'articolo, come negli articoli a pagamento del WSJ). In Google News queste pagine saranno in qualche modo "marcate" come pagine su abbonamento. Quello che Cohen non dice è che difficilmente queste pagine scaleranno il ranking di Google per arrivare fino in cima, dato che il loro contenuto di testo è relativamente scarso, quindi saranno comunque in pochi ad accorgersi della loro esistenza.

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