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Il Times online costerà un euro

Novanta pence (circa un euro): tanto costerà nel 2010 visitare, per 24 ore, il sito del Times. Lo stesso prezzo del giornale stampato

Claudio Leonardi

19novembre 2009
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Il Times online costerà un euro

Il tempo è denaro si dice, e anche il Times toccherà pagarlo. La versione online del prestigioso quotidiano britannico dalla prossima primavera non sarà più consultabile gratuitamente. La conferma ufficiale arriva da James Harding, direttore della testata, nel corso di una conferenza della Society of editors a Stansted, nell'Essex. Il sito sarà accessibile per sole 24 ore al prezzo di 90 pence (che corrispondono a circa un euro), lo stesso prezzo dell'edizione stampata.

                                                                                     
La tesi sostenuta con particiolare vigore dall'editore australiano Rupert Murdoch (ma non da lui solo), secondo cui l'informazione online non può più essere regalata, trova infine un riscontro nella pratica. Non vedremo, invece, l'applicazione dell'ipotesi dei micropagamenti per la singola notizia. Se la lettura quotidiana del sito costerà un euro, i frequentatori abituali del sito potranno sottoscrivere un abbonamento per leggere
ogni giorno i contenuti della testat online.

                                                                         
Il direttore del Times si è detto diffidente nei confronti delle formule di pagamento legate ai singoli articoli, perché per i lettori può essere difficile capire che tipo di informazione sta comprando: "cerchi un articolo economico e ti ritrovi su Britney Spears".

                                                                           
Pochi giorni fa abbiamo dato conto di una dura polemica tra il magnate dell'editoria Murdoch contro Google e i motori di ricerca. L'accusa, non nuova, è che i motori di ricerca fanno profitti con la pubblicità sfruttando i contenuti degli altri. Un'accusa che è solo una parte della verità, perché anche i giornali traggono vantaggio dalla visibilità offerta da Google, Bing o Yahoo. Murdoch, in ogni caso, aveva "minacciato" di sottrarre all'indicizzazione dei motori di ricerca i suoi siti, una volta che fosse stato messo a regime il sistema di pagamento online.

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