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Il Censis celebra il boom dei social network
Boom dei social network in Italia nel 2009: in cima alla classifica Facebook, seguito a breve da YouTube. Gli italiani sacrificano la lettura, il cinema e lo shopping pur di rimanere connessi alle community.
di Elena Re Garbagnati
19novembre 2009
In tempi di crisi gli italiani stanno sfruttando il più possibile tutto ciò che è gratis, snobbando i contenuti a pagamento, e passano più tempo in Rete. E' il Censis a fare una fotografia delle abitudini degli italiani nell'ottavo rapporto "I media tra crisi e metamorfosi", che analizza la digitalizzazione dei media e come questi sono stati recepiti dagli italiani, cambiandone abitudini e costumi.
La prima conseguenza della diffusione dei contenuti digitali è stato il progressivo spostamento dall'informazione cartacea a quella online, che ha portato a un pericoloso effetto collaterale: la consultazione quasi esclusiva dei contenuti gratuiti. Il calo dei lettori dei quotidiani non è compensato da un incremento della free press, ossia dei giornali distribuiti gratuitamente nelle maggiori città, perché a quanto pare quello che è diminuito è proprio il tempo dedicato alla lettura.
Come impiegano, quindi, il tempo gli italiani? Chiacchierando sui social network, che sono cresciuti in maniera esponenziale. Al primo posto nella classifica delle community più note c'è Facebook, conosciuto dal 61,6% degli italiani, seguito da YouTube, che è stato nominato dal 60,9%, quindi dai programmi di messaggistica istantanea Messenger (con il 50,5%) e Skype (con il 37,6%), e infine da MySpace (con il 31,8%). Conoscenze a parte, a usare abitualmente YouTube è il 30,9 percento degli italiani, mentre gli "affecionados" di Facebook sono il 25,9 percento.
A frequentare i social network sono per lo più i giovani, che sacrificano il tempo una volta dedicato alla lettura per intrattenersi online con gli amici. A confermarlo è un dato diffuso nel rapporto del Censis: il 42,4 percento degli italiani iscritti a una community confessa di avere tolto tempo alla lettura per intrattenersi online, ma sono molti anche coloro che hanno smesso di consultare altri siti (circa il 40 percento), che vanno meno al cinema (l'11 percento degli intervistati) e che non vanno per negozi a fare shopping (il 5,3 percento). Significativo anche il calo di relazioni interpersonali nella vita reale emerso dal rapporto Censis: il 14,4% degli intervistati telefona meno agli amici e l’11,5% esce meno di casa. Tendenze, queste ultime, che sono già state rilevate sia in Italia sia in Paesi più avanzati dal punto di vista tecnologico come gli Stati Uniti, dove si sono verificate vere e proprie patologie da curare. Ricordiamo, fra le notizie più recenti, che al Policlinico Gemelli di Roma è stato aperto un ambulatorio per curare i drogati di Facebook.
Interessante è capire i motivi che portano a iscriversi ai social network, e quali sono le categorie di utenti più diffuse. Il fenomeno Facebook è talmente diffuso da essere ormai indispensabile per un giovane essere connesso per tenere i contatti con gli amici: lo confessa il 70,5% degli intervistati, che invece del numero di telefono adesso si scambiano il contatto di Facebook per incontrarsi online.
Ritrovare vecchi amici, che era la filosofia che ha portato alla diffusione di Facebook, è ora un motivo secondario, ma comunque rilevante, dato che sembra avere motivato all'iscrizione il 57,8% degli intervistati, mentre sono pochi, per ora, coloro che si sono iscritti per conoscere persone nuove (solo il 19,4%).
Cosa fanno i ragazzi una volta che sono collegati a Facebook? Per il 41,2 percento controllano la bacheca degli amici, per il 40,5 percento inviano messaggi ai loro contatti. Inoltre, più del 54 percento sono iscritti a gruppi. Sono pochissimi, invece, coloro che aderiscono al prosieguo nella vita reale delle iniziative online: solo il 10 percento dei ragazzi partecipa in carne e ossa a eventi sociali, manifestazioni o altro, organizzati online.
Il dato forse più preoccupante emerso dall'analisi del Census riguarda la presa di coscienza dei ragazzi che la loro attività nelle community porti via tempo alle attività che si svolgevano una volta e che ora si trascurano del tutto o in parte, compreso lo studio: se ne rende conto solo il 26,8 percento degli intervistati, di cui la maggior parte (il 32 percento) sono donne.
Infine, quando gli utenti accedono di più alle community? Dipende dalla fascia di età e dall'impiego degli utenti: il 15,3 percento degli intervistati lo fa anche invece di studiare o mentre è in ufficio, molti (il 36 percento) si collegano di giorno senza precisare quali attività interrompono, mentre la maggior parte (quasi il 70 percento) si collega di sera.
La prima conseguenza della diffusione dei contenuti digitali è stato il progressivo spostamento dall'informazione cartacea a quella online, che ha portato a un pericoloso effetto collaterale: la consultazione quasi esclusiva dei contenuti gratuiti. Il calo dei lettori dei quotidiani non è compensato da un incremento della free press, ossia dei giornali distribuiti gratuitamente nelle maggiori città, perché a quanto pare quello che è diminuito è proprio il tempo dedicato alla lettura.
Come impiegano, quindi, il tempo gli italiani? Chiacchierando sui social network, che sono cresciuti in maniera esponenziale. Al primo posto nella classifica delle community più note c'è Facebook, conosciuto dal 61,6% degli italiani, seguito da YouTube, che è stato nominato dal 60,9%, quindi dai programmi di messaggistica istantanea Messenger (con il 50,5%) e Skype (con il 37,6%), e infine da MySpace (con il 31,8%). Conoscenze a parte, a usare abitualmente YouTube è il 30,9 percento degli italiani, mentre gli "affecionados" di Facebook sono il 25,9 percento.
A frequentare i social network sono per lo più i giovani, che sacrificano il tempo una volta dedicato alla lettura per intrattenersi online con gli amici. A confermarlo è un dato diffuso nel rapporto del Censis: il 42,4 percento degli italiani iscritti a una community confessa di avere tolto tempo alla lettura per intrattenersi online, ma sono molti anche coloro che hanno smesso di consultare altri siti (circa il 40 percento), che vanno meno al cinema (l'11 percento degli intervistati) e che non vanno per negozi a fare shopping (il 5,3 percento). Significativo anche il calo di relazioni interpersonali nella vita reale emerso dal rapporto Censis: il 14,4% degli intervistati telefona meno agli amici e l’11,5% esce meno di casa. Tendenze, queste ultime, che sono già state rilevate sia in Italia sia in Paesi più avanzati dal punto di vista tecnologico come gli Stati Uniti, dove si sono verificate vere e proprie patologie da curare. Ricordiamo, fra le notizie più recenti, che al Policlinico Gemelli di Roma è stato aperto un ambulatorio per curare i drogati di Facebook.
Interessante è capire i motivi che portano a iscriversi ai social network, e quali sono le categorie di utenti più diffuse. Il fenomeno Facebook è talmente diffuso da essere ormai indispensabile per un giovane essere connesso per tenere i contatti con gli amici: lo confessa il 70,5% degli intervistati, che invece del numero di telefono adesso si scambiano il contatto di Facebook per incontrarsi online.
Ritrovare vecchi amici, che era la filosofia che ha portato alla diffusione di Facebook, è ora un motivo secondario, ma comunque rilevante, dato che sembra avere motivato all'iscrizione il 57,8% degli intervistati, mentre sono pochi, per ora, coloro che si sono iscritti per conoscere persone nuove (solo il 19,4%).
Cosa fanno i ragazzi una volta che sono collegati a Facebook? Per il 41,2 percento controllano la bacheca degli amici, per il 40,5 percento inviano messaggi ai loro contatti. Inoltre, più del 54 percento sono iscritti a gruppi. Sono pochissimi, invece, coloro che aderiscono al prosieguo nella vita reale delle iniziative online: solo il 10 percento dei ragazzi partecipa in carne e ossa a eventi sociali, manifestazioni o altro, organizzati online.
Il dato forse più preoccupante emerso dall'analisi del Census riguarda la presa di coscienza dei ragazzi che la loro attività nelle community porti via tempo alle attività che si svolgevano una volta e che ora si trascurano del tutto o in parte, compreso lo studio: se ne rende conto solo il 26,8 percento degli intervistati, di cui la maggior parte (il 32 percento) sono donne.
Infine, quando gli utenti accedono di più alle community? Dipende dalla fascia di età e dall'impiego degli utenti: il 15,3 percento degli intervistati lo fa anche invece di studiare o mentre è in ufficio, molti (il 36 percento) si collegano di giorno senza precisare quali attività interrompono, mentre la maggior parte (quasi il 70 percento) si collega di sera.
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