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Windows 7 si può craccare in poche mosse

Stando a quanto pubblicato su un sito americano, basterebbero un paio di righe di codice per bypassare la richiesta della chiave di attivazione di Windows 7 e per azzerare il conto alla rovescia che impone di attivare la registrazione entro 30 giorni dall'installazione.

di Elena Re Garbagnati

18novembre 2009
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Windows 7 si può craccare in poche mosse

Le protezioni antipirateria di Microsoft hanno funzionato per meno di un mese: tanto sarebbe bastato agli hacker per trovare il modo di mettere in scacco le misure anticopia predisposte dalla casa di Redmond per Windows 7. Come sempre quando Microsoft annuncia un nuovo sistema operativo, le comunità di hacker di tutto il mondo si mettono all'opera per aggirare gli sforzi antipirateria e dimostrare la loro inefficienza.
                             
Stando a quanto pubblicato dal sito My Digital Life, "gabbare" l'antipirateria di Windows 7 sarebbe ancora più semplice di quanto lo fosse in passato.
                             
Normalmente il nuovo sistema operativo Microsoft richiede all'utente di attivare online la sua copia entro 30 giorni dall'installazione. Proprio questo sarebbe il passaggio debole: utilizzando un procedura di hacking realizzata ad hoc, si potrebbe bypassare il controllo WAT (Windows Activation Technologies) e si fermerebbe a tempo indeterminato il conto alla rovescia dei giorni residui per l'attivazione. Maneggiando inoltre la libreria  sppcompai.dll non si avrebbe nemmeno la scocciatura di vedere comparire a intervalli di tempo regolari il messaggio di allerta che ricorda che non si è ancora attivata la copia di Windows.
                             
Il codice di hacking coinvolge la libreria ppcomapi.dll che controlla molte delle funzioni SPP, in modo da annullare la sua funzione e disabilitare, di conseguenza, le relative funzioni di attivazione e controllo della licenza. Una volta fatta questa operazione il periodo di valutazione di 30 giorni non scade più, perché il conto alla rovescia scalerà di 0 giorni ogni volta.
                            
                                         
Ricordiamo che una procedura simile era stata implementata per Windows Vista ai tempi del suo annuncio, ma alla diffusione della notizia Microsoft aveva impiegato pochissimo tempo per chiudere la falla e impedire azioni di hacking basate su procedure analoghe.

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