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Barrichello risarcito da Google: offensivi i gruppi di Orkut sul pilota

Un tribunale brasiliano ha condannato Google a risarcire circa 400 mila euro all'ex pilota della Ferrari a causa dei gruppi offensivi sul suo social network

Attilio Varanini

12novembre 2009
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Barrichello risarcito da Google: offensivi i gruppi di Orkut sul pilota

A pensarci bene, quasi quasi conviene: l'ex-pilota della Ferrari, Rubens Barrichello, ha messo in tasca 1,2 milioni di real, corrispondenti a più 400 mila euro vincendo una causa contro Google. Il motore di ricerca ha dovuto risarcire il pilota brasiliano a causa di una serie di falsi profili con il suo nome e di gruppi ritenuti offensivi, pubblicati sul social network Orkut. Il pilota della Williams se l'è presa con gruppi intitolati (tanto per cambiare) "Io odio Barrichello", e altre amenità simili.

                                                                              
La notizia è stata riportata da alcuni media brasiliani, che hanno sottolineato la severità della decisione della corte distrettuale di San Paolo e anche (un po') la rigidità del campione sportivo. Google è stata multata per circa 400 mila euro, ma la sanzione potrebbe essere molto superiore se il motore di ricerca di Mountain View non sarà più che sollecito nel cancellare i falsi Barrichello su Orkut.
La causa è iniziata nel luglio 2006, e si conclude oggi con Google che dichiara che ricorrerà in appello per ribaltare il verdetto. Questa decisione del tribunale di San Paolo solleva due tipi di problemi, nuovi e vecchi.

                                                                        
Da un lato pone  nuovamente la questione delle responsabilità dei gestori di servizi online rispetto a quanto pubblicano gli utenti, e dall'altro pone dei limiti alla libertà di caricatura che, laddove non sconfini nella volgarità e nell'insulto, dovrebbe poter essere esercitata con maggiore disinvoltura. Sul secondo tema è difficile pronunciarsi, non conoscendo gli esatti contenuti dei profili di Orkut incriminati. La questione della neutralità
dei provider, invece, resta un nodo difficile da sciogliere: troppe briglie paralizzerebbero il web, ma è anche vero
che sarebbe necessario un maggiore controllo sulla pubblicazione di alcuni contenuti.

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