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Tutto sull'iPod Touch

iPod e iTunes: un'accoppiata vincente. Ora tocca all'iPod Touch, che somiglia a un iPhone, ma ha qualcosa in meno. E qualcosa in più rispetto ai suoi predecessori

a cura di Francesco Pignatelli (Macworld) e Claudio Leonardi

14dicembre 2007
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 A colpo d’occhio

Pregi - Interfaccia intuitiva e rivoluzionaria, il Wi-Fi Music Store funziona bene, supporta il Web browsing e YouTube, alcune applicazioni utili.

Difetti - La qualità dello schermo non è ai livelli dell’iPhone, non ci sono tasti per il controllo del volume, incompatibile con i vecchi accessori video, funzioni Agenda limitate.

Prezzi - 299 euro la versione da 8 GB, 399 quella da 16 GB.

Un oggetto misterioso
Insomma, l’iPod Touch è un iPod, ma non c’è dubbio che il suo primo termine di paragone sia l’iPhone: l’aspetto è molto simile, la peculiarità fondamentale (il Multitouch) è la stessa, l’architettura è analoga. Come l’iPhone, l’iPod Touch ha uno schermo in vetro, sensibile al tocco, con diagonale di tre pollici e mezzo e risoluzione di 480 x 320 pixel. Anche la densità di pixel per pollice è la stessa (163) che tanto aveva colpito alla presentazione del cellulare Apple. Come l’iPhone, l’iPod Touch si controlla con le “gesture” del Multitouch: gli unici pulsanti veri sono il tasto Home - al centro, in basso - che ci porta alla schermata principale, e il tasto di blocco del dispositivo, in alto a sinistra.

Il connettore audio è sul lato inferiore e fortunatamente è standard, non incassato come quello dell’iPhone. Si possono quindi usare le normali cuffie per iPod prodotte da Apple e da terze parti, senza gli adattatori imposti nel caso dell’iPhone.

La prima differenza tra iPod Touch e iPhone è che il primo non ha tasti dedicati al controllo del volume. E questo è un po’ un problema: per tutti gli altri iPod la clickwheel permette di regolare il volume e la riproduzione dei brani musicali senza dover, per esempio, tirare fuori il media player dalla tasca. Si può comandare tutto un po’ alla cieca. Con il Touch no: non c’è la clickwheel, non ci sono tasti dedicati e al momento non c’è neanche un telecomando a filo adatto.

Non crediamo che sia sempre una buona idea dover tirare fuori dalla tasca un oggettino da trecento-quattrocento euro ogni volta che dobbiamo alzare il volume o saltare un brano. L’unica scorciatoia offerta dal Touch consiste nel premere due volte di seguito il tasto Home: dovunque ci si trovi nei menu, appare una piccola schermata che contiene (oltre a titolo, autore e album del brano in esecuzione) un cursore per il volume, due pulsanti per passare al brano successivo o precedente, un tasto per chiudere la finestra e uno per passare alla schermata In Riproduzione.

Anche l’iPod Touch supporta il Wi-Fi (l’antenna è sul retro, in alto a sinistra), ma lo sfrutta meno dell’iPhone perchè manca dell’applicazione Mail, dei widget Google e di Google Maps. Se così non fosse, avreste in mano un palmare che andrebbe a rubare quote di mercato all’iPhone stesso. Ma qualcosa in merito si può fare, come spieghiamo nel box a pagina xx.

L’iPod Touch ha però una sua applicazione Contatti, simile alla funzione analoga dell’iPhone. Possiamo creare nuovi contatti direttamente sul Touch, e se un contatto comprende anche un link Internet, possiamo cliccarci su per avviare Safari e collegarci a quel link. Ovviamente non succede nulla se invece clicchiamo su un numero di telefono, un indirizzo fisico o su un indirizzo e-mail.

Discorso analogo per l’applicazione Calendario: quella sull’iPod Touch non consente di creare nuovi appuntamenti, cosa che dobbiamo fare sul Mac per poi sincronizzarli mediante iTunes. Non è molto chiaro perché la creazione di nuovi elementi debba essere possibile per i contatti e non per l’agenda.

L’applicazione Immagini è la stessa, fatto salvo il fatto che l’iPod Touch non ha una fotocamera e quindi non può ricavarne fotografie. La mancanza di un’applicazione di posta elettronica impedisce ovviamente di inviare le nostre foto via e-mail o di pubblicarle in una Galleria Web del servizio .Mac. Possiamo però associare una foto a un contatto, anche se non c’è un comando specifico per questo. Basta selezionare un contatto, cliccare sul campo Aggiungi Foto e selezionare quella voluta dalla schermata Album Fotografici.

Altre cose che mancano: una applicazione Note (che una volta era una funzione degli iPod), i giochi, la possibilità di registrare via microfono e un “disk mode” che permetta di usare l’iPod come disco esterno.

La batteria
Secondo Apple la batteria dell’iPod Touch permette di arrivare a 22 ore di riproduzione audio continua e a 5 ore di riproduzione video. Un po’ meno dell’iPhone, che arriva rispettivamente a 24 e 7 ore. Nella realtà dei fatti si è rilevato che un fattore importantissimo che influenza la durata delle batterie è, prevedibilmente, il tasso di utilizzo del Wi-Fi. Senza usare mai la circuiteria wireless, il nostro iPod Touch da 16 GB ha superato di un po’ le stime Apple, fermandosi dopo quasi 27 ore di riproduzione audio (26 ore e 56 minuti) e superando di 27 minuti le 5 ore nella riproduzione video. Con il Wi-Fi sempre acceso, invece, la batteria dell’iPod Touch sembra reggere male le lunghe distanze: nella riproduzione video arriva a 5 ore e 9 minuti, nella riproduzione audio a 16 ore e 55 minuti.

Tirando le somme, il principale problema dell’iPod Touch è il paragone - per chi ha potuto farlo direttamente - con l’iPhone. Superato questo scoglio il nuovo iPod dà molte soddisfazioni, grazie anche al supporto per il Wi-Fi che ci permette di avere in mano qualcosa di più di un media player. Per chi ha a disposizione reti Wi-Fi l’iPod Touch è anche un po’ un palmare, o perlomeno un cosiddetto “Internet tablet”. Non sappiamo se Apple abbia in mente la creazione di un erede del Newton basato proprio sui concetti che muovono l’iPod Touch, ma per quello che abbiamo potuto sperimentare non ci sembra affatto una cattiva idea.


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