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In Cina con 700 dollari si diventa spammer professionisti
Basta acquistare un servizio di hosting blindato da un provide cinese per spedire spam e software malevolo in tutto il mondo senza troppi problemi.
Elena Re Garbagnati
11maggio 2009
Basta pagare 700 dollari americani per avere a disposizione un server, in Cina, che vi permetta di spedire tutto lo spam che volete. Si chiama hosting blindato, e sta diventando un problema per tutti coloro che combattono lo spam e il cyber crimine.
I cyber criminali, infatti, si servono di questi servizi non solo per l`hosting, ma anche per registrare domini Internet che verranno usati per diffondere lo spam e per perpetrare attacchi online.
Nei primi 3 mesi di quest`anno i ricercatori dell`Università dell` Alabama hanno tacciato più di 22.300 domini utilizzati per spam di prodotti farmaceutici, tutti provenienti da 6 server host server blindati collocati in Cina.
Il virus Trojan Waledac, che sfrutta le tecniche ingegneria sociale per espandersi, ha usato appunto questi domini blindati per continuare a rigenerarsi. Questi domini blindati sono oltre tutto particolarmente economici: un criminale della Rete può sottoscriverne uno in forma anonima pagando solo 100 dollari, per questo cyber criminali di tutto il mondo, compresi i russi per esempio, sfruttano questi host cinesi.
Per combattere questo fenomenol alcune compagine, come per esempio Tecom, sponsorizzando le proprie politiche di hosting precisando che il servizio può essere sospeso il giorno stesso, o anche prima, nel caso in cui si rilevasse che viene utilizzato per spedire messaggi di spam o virus. Peccato che gli host server blindati consentano di indirizzare gli ignari clienti sul proprio host così da non inviare nulla ed essere al riparo da possibili sospensioni o cancellazioni di dominio.
Tecom precisa però che i server cinesi non possono essere usati per truffe o per la diffusione di materiale pornografico perché una legge cinese lo vieta fin dal 1990.
L`unico modo di procedere rimane quello, una volta individuato il server dal quale proviene software malevolo, di fare la segnalazione al proprietario del servizio, che lo rimuoverà . Peccato che questa procedura non funzioni con i domini blindati, dato che il proprietario del servizio ignora, ovviamente, la richiesta di disattivazione del servizio che lui stesso ha messo online.
I cyber criminali, infatti, si servono di questi servizi non solo per l`hosting, ma anche per registrare domini Internet che verranno usati per diffondere lo spam e per perpetrare attacchi online.
Nei primi 3 mesi di quest`anno i ricercatori dell`Università dell` Alabama hanno tacciato più di 22.300 domini utilizzati per spam di prodotti farmaceutici, tutti provenienti da 6 server host server blindati collocati in Cina.
Il virus Trojan Waledac, che sfrutta le tecniche ingegneria sociale per espandersi, ha usato appunto questi domini blindati per continuare a rigenerarsi. Questi domini blindati sono oltre tutto particolarmente economici: un criminale della Rete può sottoscriverne uno in forma anonima pagando solo 100 dollari, per questo cyber criminali di tutto il mondo, compresi i russi per esempio, sfruttano questi host cinesi.
Per combattere questo fenomenol alcune compagine, come per esempio Tecom, sponsorizzando le proprie politiche di hosting precisando che il servizio può essere sospeso il giorno stesso, o anche prima, nel caso in cui si rilevasse che viene utilizzato per spedire messaggi di spam o virus. Peccato che gli host server blindati consentano di indirizzare gli ignari clienti sul proprio host così da non inviare nulla ed essere al riparo da possibili sospensioni o cancellazioni di dominio.
Tecom precisa però che i server cinesi non possono essere usati per truffe o per la diffusione di materiale pornografico perché una legge cinese lo vieta fin dal 1990.
L`unico modo di procedere rimane quello, una volta individuato il server dal quale proviene software malevolo, di fare la segnalazione al proprietario del servizio, che lo rimuoverà . Peccato che questa procedura non funzioni con i domini blindati, dato che il proprietario del servizio ignora, ovviamente, la richiesta di disattivazione del servizio che lui stesso ha messo online.
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