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Comitato contro la pirateria: a Palazzo Chigi parla la FIMI

Ieri pomeriggio, Enzo Mazza ha esposto il punto di vista di FIMI: applicare le leggi, e più offerta legale. Agli ISP: aiutateci

Attilio Varanini

06marzo 2009
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Sono iniziati gli incontri del Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale. Ieri pomeriggio, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, è stato ascoltato Enzo Mazza, Presidente di FIMI, l'organizzazione dei discografici italiani. In un comunicato diramato dalla stessa FIMI, la posizione di Mazza è stata così sintetizzata: "la miglior risposta alla diffusa illegalità su Internet è data da un bilanciamento tra una più attenta applicazione delle norme - che quando attuate hanno portato risultati - e una forte spinta sull'offerta legale che consente ai consumatori di accedere a sempre maggiori contenuti leciti, a basso costo e senza DRM".

Il presidente di FIMI avrebbe quindi illustrato i dati di crescita della diffusione di musica in Rete in Italia, oggi il 10% del mercato ma anche l'enorme grado di penetrazione della contraffazione digitale, con un danno di oltre 300 milioni l'anno, che supera l'intero mercato legale di CD e file musicali originali.

Nel corso dell'audizione, Enzo Mazza ha anche evidenziato la necessità di trovare collaborazione nei service provider nella lotta al fenomeno illecito e ha proposto l'adozione di un provvedimento amministrativo simile a quanto previsto per i teppisti allo stadio (DaSPO) che consentirebbe di sospendere temporaneamente la connessione Internet per qualche mese agli autori di violazioni delle leggi sul copyright, tramite un provvedimento del questore.
Questa proposta, potrebbe essere accostata al modello francese dei "3 schiaffi", con la differenza che la legge francese prevede l'istituzione di una autority terza (la Hadopi) rispetto alle autorità giudiziarie. Questo elemento, in particolare, ha sollevato polemiche Oltralpe e su tutto il web, inducendo alcuni parlamentari europei del partito dei Verdi a chiedere pronunciamenti da parte del Parlamento Europeo.

In questi giorni, l'organizzazione Assoprovider ha diffuso un comunicato severo e critico nei confronti delle molte proposte di legge che circolano in parlamento e che punterebbero a una responsabilizzazione degli ISP.

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