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YouTube fa ricchi i Monty Python
Per YouTube, i Monty Python hanno moltiplicato per mille le vendite di DVD grazie al canale sul sito. Un'alternativa nella lotta alla pirateria?
Claudio Leonardi
26gennaio 2009
I Monty Python, gruppo di comici britannici che ha realizzato show televisivi e numerosi film fino alla metà degli anni Ottanta, impazzano su YouTube. Le opere dei sei attori sono oggetto di culto per milioni di fan e, naturalmente, brani delle loro pellicole e celebri sketch sono facilmente visionabili su YouTube. Da novembre, però, il gruppo ha deciso di opporsi alla pirateria nei loro confronti, scegliendo la via della concorrenza piuttosto che quella della repressione. In pratica, hanno creato un canale a nome loro sul sito di videosharing, per caricarci schegge delle loro produzioni con qualità un po' superiore a quella garantita finora dai fan. Tutto questo senza chiedere le teste (e i video) di chi li ha illegalmente pubblicati su YouTube. Anzi, sulle pagine del canale dei Monty Python si legge “Noi sappiamo chi siete e dove vivete, avremmo potuto punirvi in modi così atroci da essere indicibiliâ€. Ma la strada scelta dai sei attori è diversa: nessun inutile commento, chiedono i comici, ma un clic sui link per comprare i loro DVD e lenire così la loro sofferenza per essere stati finora copiati e pubblicati a tradimento.
Difficile per un gruppo di comici anticonformisti calarsi immediatamente nel ruolo di giudici e investigatori a spese dei loro appassionati spettatori, ma la vera notizia sarebbe che questa soluzione adottata dai Monty Python avrebbe fatto aumentare a dismisura le vendite di DVD del gruppo, grazie anche al link diretto con Amazon.
A questo proposito, il blog di YouTube parla di una crescita di vendite superiore al 20 mila per cento e di una scalata improvvisa nelle classifiche di vendita dei DVD. In particolare, avrebberro occupato la seconda posizione sull'Amazon's Movies & TV bestsellers. Insomma, i film e le raccolte dei programmi TV dei sei comici britannici, che testimoniano un'attività di 40 anni, sarebbero fiorite per l'effetto YouTube nel breve volgere di un paio di mesi.
La tesi è da valutare con qualche precauzione per almeno due ragioni. La prima è che YouTube ha da tempo necessità di fatturare, e la via dell'e-commerce indiretto è una delle strategie fondamentali adottate dal sito. Quindi, è plausibile che si cerchi di vendere come miracolo quel che è, più probabilmente, un buon successo. In secondo luogo, il sito ha più di un contenzioso legale con diversi protagonisti dell'industria dell'intrattenimento, tra cui Mediaset e MTV, per la questione dei diritti d'autore, sistematicamente violati su YouTube. Riuscire a dimostrare che allearsi a YouTube anziché combatterla sia la strada più proficua, potrebbe essere un modo per calmare le ire delle case cinematografiche, delle televisioni e di tutti quelli che si sentono defraudati dal videosharing online.
E tuttavia, resta credibile che molti giovani utenti abbiano letteralmente scoperto i Monty Python sul loro canale di YouTube e, incantati dall'umorismo e dalla follia comica, non abbiano resistito all'impulso di entrare in possesso, con pochi clic, delle loro opere più famose. PC World aveva affrontato l'argomento anche con il noto regista di film d'animazione, Bruno Bozzetto, in un'intervista pubblicata sul blog NonInLinea. Bozzetto aveva riconosciuto che la perdita di controllo sui propri film, saccheggiati su Internet, era stata in parte ripagata da un allargamento della sua platea di spettatori, e da qualche commessa di lavoro imprevista.
Difficile per un gruppo di comici anticonformisti calarsi immediatamente nel ruolo di giudici e investigatori a spese dei loro appassionati spettatori, ma la vera notizia sarebbe che questa soluzione adottata dai Monty Python avrebbe fatto aumentare a dismisura le vendite di DVD del gruppo, grazie anche al link diretto con Amazon.
A questo proposito, il blog di YouTube parla di una crescita di vendite superiore al 20 mila per cento e di una scalata improvvisa nelle classifiche di vendita dei DVD. In particolare, avrebberro occupato la seconda posizione sull'Amazon's Movies & TV bestsellers. Insomma, i film e le raccolte dei programmi TV dei sei comici britannici, che testimoniano un'attività di 40 anni, sarebbero fiorite per l'effetto YouTube nel breve volgere di un paio di mesi.
La tesi è da valutare con qualche precauzione per almeno due ragioni. La prima è che YouTube ha da tempo necessità di fatturare, e la via dell'e-commerce indiretto è una delle strategie fondamentali adottate dal sito. Quindi, è plausibile che si cerchi di vendere come miracolo quel che è, più probabilmente, un buon successo. In secondo luogo, il sito ha più di un contenzioso legale con diversi protagonisti dell'industria dell'intrattenimento, tra cui Mediaset e MTV, per la questione dei diritti d'autore, sistematicamente violati su YouTube. Riuscire a dimostrare che allearsi a YouTube anziché combatterla sia la strada più proficua, potrebbe essere un modo per calmare le ire delle case cinematografiche, delle televisioni e di tutti quelli che si sentono defraudati dal videosharing online.
E tuttavia, resta credibile che molti giovani utenti abbiano letteralmente scoperto i Monty Python sul loro canale di YouTube e, incantati dall'umorismo e dalla follia comica, non abbiano resistito all'impulso di entrare in possesso, con pochi clic, delle loro opere più famose. PC World aveva affrontato l'argomento anche con il noto regista di film d'animazione, Bruno Bozzetto, in un'intervista pubblicata sul blog NonInLinea. Bozzetto aveva riconosciuto che la perdita di controllo sui propri film, saccheggiati su Internet, era stata in parte ripagata da un allargamento della sua platea di spettatori, e da qualche commessa di lavoro imprevista.
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