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IFPI: siamo tutti pirati musicali!
Secondo l’IFPI, la Federazione Internazionale dell’Industria Fonografica, ben il 95 percento dei file musicali che hanno attraversato le autostrade telematiche nel 2008 erano di provenienza illegale
di Franco Forte
19gennaio 2009
Che la musica si scarichi online gratuitamente, e quindi in maniera illegale, è un fatto risaputo da tutti. Che i sistemi di peer to peer come eMule, BitTorrent o Rapidshare siano ormai diffusissimi, è un altro fatto incontrovertibile. Ma nonostante questo stupiscono un po` i dati rilasciati dall`IFPI, la Federazione Internazionale dell`Industria Fonografica, secondo cui nel 2008 addirittura il 95% dei brani musicali scaricati dal web abbiano seguito un percorso di illegalità , aggirando e ignorando le clausole del diritto d`autore.
Un dato impressionante, che colpisce tutti noi anche se – scagli la prima pietra chi può dire il contrario! – prima o poi tutti abbiamo provato a cercare una canzone su Internet da ascoltare nel nostro MP3, per la moglie, la fidanzata o i nostri figli, e l`abbiamo scaricata da qualche forum o collegandosi attraverso uno dei tanti sistemi di file sharing.
Un dato che sorprende, anche, perché gli ultimi dati sulla vendita di musica digitale, per esempio sul popolatissimo iTunes, ci dicevano che l`abitudine ad acquistare, anziché scaricare in maniera selvaggia i nostri brani preferiti, si stesse allargando sempre più, crescendo molto rapidamente. Per il sesto anno consecutivo, infatti, c`è stato un sensibile aumento della vendita di brani musicali in Rete, tanto da arrivare a toccare la cifra considerevfole di 3,7 miliardi di dollari nel 2008, con una crescita del 25% rispetto al 2007. Stiamo parlando di numeri che fino a qualche anno fa sarebbero sembrati fantascienza, qualcosa come il 20% di tutti gli acquisti del settore musicale, e la crescita non sembra conoscere incertezze.
Allora come mai, nonostante questo, e nonostante il fatto che acquistare un brano su iTunes sia ormai una faccenda di pochi centesimi di euro, l`IFPI ha fatto registrare dei dati così alti sullo scaricamento illegale della musica online? Per quale motivo il fenomeno non è comunque arginabile, se non debellabile? Evidentemente le risposte sono tante, prima fra tutte, forse, proprio la “mentalità †con cui chiunque, anche ma non solo gli appassionati di musica, si avvicina al web: la libertà di fare ciò che si vuole, senza vincoli e senza limitazioni, una sorta di miraggio impensabile nel “mondo realeâ€, ma che in Internet di ammanta di un`aurea di leggenda. Ed è proprio inseguendo questa leggenda che scaricare musica gratis e in forma illegale dal web dà soddisfazione. Forse non solo per l`esigenza pressante di avere con sé i propri brani preferiti. Forse basta la sola di poter scaricare gratis qualcosa che non ci appartiene. Di fare qualcosa di illegale con la scusa che la filosofia del web ci perdona questo e altre “imprese†simili.Dimenticando che, fondamentalmente, stiamo agendo in maniera sbagliata.
Un dato impressionante, che colpisce tutti noi anche se – scagli la prima pietra chi può dire il contrario! – prima o poi tutti abbiamo provato a cercare una canzone su Internet da ascoltare nel nostro MP3, per la moglie, la fidanzata o i nostri figli, e l`abbiamo scaricata da qualche forum o collegandosi attraverso uno dei tanti sistemi di file sharing.
Un dato che sorprende, anche, perché gli ultimi dati sulla vendita di musica digitale, per esempio sul popolatissimo iTunes, ci dicevano che l`abitudine ad acquistare, anziché scaricare in maniera selvaggia i nostri brani preferiti, si stesse allargando sempre più, crescendo molto rapidamente. Per il sesto anno consecutivo, infatti, c`è stato un sensibile aumento della vendita di brani musicali in Rete, tanto da arrivare a toccare la cifra considerevfole di 3,7 miliardi di dollari nel 2008, con una crescita del 25% rispetto al 2007. Stiamo parlando di numeri che fino a qualche anno fa sarebbero sembrati fantascienza, qualcosa come il 20% di tutti gli acquisti del settore musicale, e la crescita non sembra conoscere incertezze.
Allora come mai, nonostante questo, e nonostante il fatto che acquistare un brano su iTunes sia ormai una faccenda di pochi centesimi di euro, l`IFPI ha fatto registrare dei dati così alti sullo scaricamento illegale della musica online? Per quale motivo il fenomeno non è comunque arginabile, se non debellabile? Evidentemente le risposte sono tante, prima fra tutte, forse, proprio la “mentalità †con cui chiunque, anche ma non solo gli appassionati di musica, si avvicina al web: la libertà di fare ciò che si vuole, senza vincoli e senza limitazioni, una sorta di miraggio impensabile nel “mondo realeâ€, ma che in Internet di ammanta di un`aurea di leggenda. Ed è proprio inseguendo questa leggenda che scaricare musica gratis e in forma illegale dal web dà soddisfazione. Forse non solo per l`esigenza pressante di avere con sé i propri brani preferiti. Forse basta la sola di poter scaricare gratis qualcosa che non ci appartiene. Di fare qualcosa di illegale con la scusa che la filosofia del web ci perdona questo e altre “imprese†simili.Dimenticando che, fondamentalmente, stiamo agendo in maniera sbagliata.
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