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La Casa Bianca recuperi le e-mail: ordine di un giudice USA
Gli impiegati della Casa Bianca devono spulciare CD e pendrive in cerca di messaggi tra il 2003 e il 2005
Attilio Varanini
17gennaio 2009
Un giudice statunitense ha ordinato agli impiegati del presidente George Bush alla Casa Bianca di cercare e conservare i loro messaggi di posta ricevuti presso la postazione di lavoro e su altri dispositivi.
I funzionari della White House hanno accumulato circa 5 milioni di messaggi di posta che mancavano all'appello, spediti o inviati tra il marzo 2003 e l'ottobre 2005, periodo che copre anche l'invasione dell'Iraq e i fatti seguiti al disastroso impatto del tornado Katrina su New Orleans. Due associazioni di privati cittadini, Cittadini per la responsabilità e l'etica a Washington e il National Security Archive, entrambi coinvolti in cause legali che risalgono al settembre 2007, stanno cercando di ottenere un ordine di conservazione delle e-mail di quel periodo da parte dei giudici.
I due gruppi sostengono che la Casa Bianca è obbligata dalle leggi, tra cui il Federal Records Act, alla conservazione dei messaggi di posta come parte di un archivio ufficiale destinato alla conservazione.
Dopo mesi di verifiche legali, il giudice Henry Kennedy della corte distrettuale di Columbia ha ordinato mercoledì allo staff del presidente di recuperare le email di quel periodo archiviate sul pc di lavoro e su altri eventuali dispositivi di storage. L'ordine è espressamente di sondare ogni strumento in loro possesso, non importa per cosa siano utilizzati, che possa contenere email spedite o ricevute tra il marzo 2003 e l'ottobre 2005.
La Casa Bianca ha ricostituito milioni di email ritenute perdute, ma era necessaria una regola per recuperare (ancora) ulteriori email, dichiarano gli impiegati del National Security Archive. Gli impiegati dell'Amministrazione Bush “non hanno fatto nulla per impedire che le persone che lavoravano alla Casa Bianca facessero uso di pen drive, CD, DVD e archivi zip, che potrebbero conservare su di esse le sole copie delle email mancanti”, ha dichiarato Sheila Shadmand, consigliera dell'archivio, in un post sul sito dell'archivio. “Riteniamo che sia stata compromessa la nostra capacità di riuscire a recuperare completamente l'archivio della Casa Bianca per il periodo 2003 – 2005 e la prova di ciò che è andato male”. Insomma, è la tesi dell'associazione, nNessun protocollo regola la memorizzazione di messaggi e di contenuti su dispositivi portatili, per cui è piuttosto improbabile che si possa ottenere una ricostruzione completa e affidabile.
Le associazioni coinvolte lamentano anche un certo ritardo da parte dei magistrati e stigmatizzano come irresponsabile il comportamento dell'Executive Office del presidente, che avrebbe ignorato gli obblighi del Federal Record Act. Per George W. Bush, presidente uscente degli Stati Uniti, un altro piccolo episodio che parrebbe negargli un'uscita di scena gloriosa.
I funzionari della White House hanno accumulato circa 5 milioni di messaggi di posta che mancavano all'appello, spediti o inviati tra il marzo 2003 e l'ottobre 2005, periodo che copre anche l'invasione dell'Iraq e i fatti seguiti al disastroso impatto del tornado Katrina su New Orleans. Due associazioni di privati cittadini, Cittadini per la responsabilità e l'etica a Washington e il National Security Archive, entrambi coinvolti in cause legali che risalgono al settembre 2007, stanno cercando di ottenere un ordine di conservazione delle e-mail di quel periodo da parte dei giudici.
I due gruppi sostengono che la Casa Bianca è obbligata dalle leggi, tra cui il Federal Records Act, alla conservazione dei messaggi di posta come parte di un archivio ufficiale destinato alla conservazione.
Dopo mesi di verifiche legali, il giudice Henry Kennedy della corte distrettuale di Columbia ha ordinato mercoledì allo staff del presidente di recuperare le email di quel periodo archiviate sul pc di lavoro e su altri eventuali dispositivi di storage. L'ordine è espressamente di sondare ogni strumento in loro possesso, non importa per cosa siano utilizzati, che possa contenere email spedite o ricevute tra il marzo 2003 e l'ottobre 2005.
La Casa Bianca ha ricostituito milioni di email ritenute perdute, ma era necessaria una regola per recuperare (ancora) ulteriori email, dichiarano gli impiegati del National Security Archive. Gli impiegati dell'Amministrazione Bush “non hanno fatto nulla per impedire che le persone che lavoravano alla Casa Bianca facessero uso di pen drive, CD, DVD e archivi zip, che potrebbero conservare su di esse le sole copie delle email mancanti”, ha dichiarato Sheila Shadmand, consigliera dell'archivio, in un post sul sito dell'archivio. “Riteniamo che sia stata compromessa la nostra capacità di riuscire a recuperare completamente l'archivio della Casa Bianca per il periodo 2003 – 2005 e la prova di ciò che è andato male”. Insomma, è la tesi dell'associazione, nNessun protocollo regola la memorizzazione di messaggi e di contenuti su dispositivi portatili, per cui è piuttosto improbabile che si possa ottenere una ricostruzione completa e affidabile.
Le associazioni coinvolte lamentano anche un certo ritardo da parte dei magistrati e stigmatizzano come irresponsabile il comportamento dell'Executive Office del presidente, che avrebbe ignorato gli obblighi del Federal Record Act. Per George W. Bush, presidente uscente degli Stati Uniti, un altro piccolo episodio che parrebbe negargli un'uscita di scena gloriosa.
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