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Apple intima gli sviluppatori iPhone di essere più riservati
L'informazione che non si può divulgare, questo il succo dell'ultima trovata di Apple per ottenere il silenzio degli sviluppatori a cui non approva i software per l'App Store di iPhone e iPod Touch
di Piersandro Guerrera
26settembre 2008
L'apertura allo sviluppo di applicazioni di terze parti per iPhone e iPod Touch non ha portato a un buon rapporto tra Apple e i programmatori, legati da un vincolo di riservatezza che a molti sta un po' stretto e che in alcuni casi ha portato, dopo settimane di sviluppo, a una reazione inaspettata da parte dell'azienda di Steve Jobs.
Sono infatti diverse, anche se apparentemente non troppe, le applicazioni che per motivi non sempre comprensibili sono state bocciate e non approvate per la pubblicazione sull'App Store di iPhone. La prima che ha fatto molto scalpore, soprattutto per la sparizione a intermittenza per alcuni giorni, è stata Net Share che consentiva di utilizzare l'iPhone 3G (o l'iPhone di prima generazione) come modem per la navigazione in Internet. La motivazione non ufficiale, in parte confermata dall'operatore mobile statunitense AT&T che detiene l'esclusiva per la vendita del telefonino, è stata quella legata all'accordo di non utilizzo del cosiddetto "tethering" per la connessione dati offerta dall'operatore.
Avendo Apple garantito a AT&T che il traffico internet generato fosse esclusivamente del dispositivo e non ottenuto da una navigazione da computer, l'azienda ha deciso di rimuovere Net Share dall' App Store pur non avendo deliberatamente indicato che questo genere di applicazioni non andava realizzato. Al di là del problema statunitense, gli utenti di tutto il resto del mondo si chiedono perché per un accorto tra Apple e AT&T anche in Europa si debba rinunciare alla possibilità di utilizzare l'iPhone 3G come modem per la connessione in Internet, una caratteristica offerta da telefoni venduti ormai a meno di 100 euro. Una situazione che ha messo in difficoltà la stessa azienda sviluppatrice di Net Share che ha visto sfumare mesi di lavoro e l'investimento per un prodotto non più vendibile.
A seguito del caso Net Share sono stati altri i software scomparsi dall'App Store, ma quello che realmente ha dato fastidio a Apple sono state le lamentele degli sviluppatori di applicazioni "presentate" al vaglio dell'azienda californiana ma mai pubblicate nell'area dedicata all'iPhone di iTunes. Software bocciati perché replicavano funzionalità di iTunes su pc e Mac, come la possibilità di iscriversi o scaricare Podcast direttamente dall'iPhone, o un programma che consentiva di accedere rapidamente alla versione Web di Gmail perché competeva con l'applicazione di posta elettronica ufficiale.
Molti sviluppatori, soprattutto non legati a grosse aziende, hanno seguito la strada della distribuzione "alternativa" per gli iPhone con software modificato che consente di installare applicazioni non autorizzate da Apple. Gli altri si sono visti recapitare un'e-mail che ricordava l'obbligo di non divulgazione dei contenuti delle e-mail tra l'azienda e il programmatore.
Uno sviluppatore non deve quindi far sapere in anticipo a cosa stia lavorando e, nel caso in cui la sua applicazione venga bocciata, non può neanche dirlo in giro perché violerebbe l'NDA firmato con Apple.
Scopriremo presto se queste misure eccessivamente restrittive porteranno a una risposta dura da parte degli sviluppatori che potrebbero non gradire la perdita di tempo nella creazione di applicazioni ritenute solo successivamente non gradite senza una linea guida precisa.
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