Tutte le News
L`Italia è diventata terra di conquista per la Cybermafia, ovvero per quelle multinazionali che, attraverso concorsi a premi effettuati su Internet, raccolgono dati personali senza curarsi della privacy dei loro clienti. È questo il risultato di un`indagine condotta dall`associazione “Cittadini di Internet” (http://www.cittadininternet.org) nell`ambito di “Comunicare Sicuri” (http://www.comunicaresicuri.org), campagna sulla sicurezza di Internet interattiva, volta a sensibilizzare gli utenti della Rete alla protezione dei loro dati durante la compilazione dei moduli on-line.
Finita l`era dei bollini adesivi da raccogliere e inviare via posta, le multinazionali usano ora codici da digitare via SMS o moduli on-line, poiché si tratta di un metodo molto più economico da gestire rispetto alle costose ricerche di mercato. Una legittima forma di risparmio aziendale che, però, non è spesso accompagnata da un adeguato sistema di sicurezza informatica. Così facendo, senza saperlo, gli ingenui clienti compilano formulari in chiaro (cioè: non protetti) e trasmettono i loro dati personali/sensibili su Internet, dove possono essere intercettati da chiunque. Una volta compilato il form, i clienti iniziano quindi a ricevere pubblicità cartacea ed elettronica, oltre che spamming di ogni genere. Questo perché i loro dati sono diventati pubblici.
Inoltre, sfruttando la buona fede dei clienti, i siti web sono stati conditi da normative e disclaimer di ogni genere. Ad esempio, è ingiustificata la richiesta della data di nascita a chi partecipa a un concorso. Lo scopo è quello di analizzare le vendite dei prodotti per età, zona geografica, tipologia ecc. Tutti quei dati, se raccolti con indagini demoscopiche, costerebbero cifre enormi.
«L`acuirsi del fenomeno – ha affermato Massimo Penco, Presidente di “Cittadini di Internet” – è, secondo il nostro e altri osservatori tecnici internazionali con cui collaboriamo, vicino al punto del non ritorno. Sembra, infatti, che l`Italia stia diventando la nazione scelta per quella che viene definita comunemente Cybermafia a causa della sua eccessiva permissività nell`utilizzo della Rete. Per evitare ciò, la nostra associazione lancia una richiesta di partecipazione attiva a coloro che vogliono che il mondo Internet cresca nell`interesse di tutti e non lo si utilizzi in modo sbagliato, così come è già successo in altri paesi. A tale scopo, ha ideato un sistema di segnalazione dei siti non protetti. Gli utenti interessati a interagire con noi dovranno semplicemente indicare, in modo del tutto anonimo, i siti web non protetti. Per farlo, non bisogna avere particolari competenze. I siti web sicuri iniziano con la URL “https:” al posto di “http:” e, in basso/alto a destra, riportano l`immagine di un lucchetto. Chiediamo quindi di copiare e incollare gli indirizzi web che non corrispondono a queste caratteristiche sul nostro sistema perché siamo convinti che si debba sorvegliare tutti assieme affinché la Rete rimanga un mondo pulito e non diventi il regno del crimine».
News
Cybermafia: multinazionali a caccia di dati sensibili sul web
Secondo l’associazione “Cittadini di Internet”, le multinazionali sfruttano l’ingenuità dei clienti per raccogliere dati personali attraverso moduli online, concorsi a premi via Internet o SMS.
di Franco Forte
29agosto 2008
Finita l`era dei bollini adesivi da raccogliere e inviare via posta, le multinazionali usano ora codici da digitare via SMS o moduli on-line, poiché si tratta di un metodo molto più economico da gestire rispetto alle costose ricerche di mercato. Una legittima forma di risparmio aziendale che, però, non è spesso accompagnata da un adeguato sistema di sicurezza informatica. Così facendo, senza saperlo, gli ingenui clienti compilano formulari in chiaro (cioè: non protetti) e trasmettono i loro dati personali/sensibili su Internet, dove possono essere intercettati da chiunque. Una volta compilato il form, i clienti iniziano quindi a ricevere pubblicità cartacea ed elettronica, oltre che spamming di ogni genere. Questo perché i loro dati sono diventati pubblici.
Inoltre, sfruttando la buona fede dei clienti, i siti web sono stati conditi da normative e disclaimer di ogni genere. Ad esempio, è ingiustificata la richiesta della data di nascita a chi partecipa a un concorso. Lo scopo è quello di analizzare le vendite dei prodotti per età, zona geografica, tipologia ecc. Tutti quei dati, se raccolti con indagini demoscopiche, costerebbero cifre enormi.
«L`acuirsi del fenomeno – ha affermato Massimo Penco, Presidente di “Cittadini di Internet” – è, secondo il nostro e altri osservatori tecnici internazionali con cui collaboriamo, vicino al punto del non ritorno. Sembra, infatti, che l`Italia stia diventando la nazione scelta per quella che viene definita comunemente Cybermafia a causa della sua eccessiva permissività nell`utilizzo della Rete. Per evitare ciò, la nostra associazione lancia una richiesta di partecipazione attiva a coloro che vogliono che il mondo Internet cresca nell`interesse di tutti e non lo si utilizzi in modo sbagliato, così come è già successo in altri paesi. A tale scopo, ha ideato un sistema di segnalazione dei siti non protetti. Gli utenti interessati a interagire con noi dovranno semplicemente indicare, in modo del tutto anonimo, i siti web non protetti. Per farlo, non bisogna avere particolari competenze. I siti web sicuri iniziano con la URL “https:” al posto di “http:” e, in basso/alto a destra, riportano l`immagine di un lucchetto. Chiediamo quindi di copiare e incollare gli indirizzi web che non corrispondono a queste caratteristiche sul nostro sistema perché siamo convinti che si debba sorvegliare tutti assieme affinché la Rete rimanga un mondo pulito e non diventi il regno del crimine».
- Le soluzioni di Apple al problema dell'i...
- Firefox 4 beta contro Chrome: confronto ...
- Speciale Fotografia: nuovi standard foto...
- L'iPhone 4 disponibile in Italia dal 30 ...
- iPad. E adesso che ce l'ho, cosa ci facc...
- Consumer Reports boccia l'iPhone 4
- Conferenza Apple. Chiarezza sull'iPhone ...
- Marte in 3D grazie a Microsoft e alla NA...
- TDSS, la storia del virus che ha imparat...
- Amazon, arrivano i nuovi Kindle
- Fujitsu Lifebook T900 Tablet PC in prova
- Acer Aspire 7552G in prova
- Packard Bell Easy Note TX86 in prova
- Sony Vaio EE2E1E/WI in prova
- Asus Eee PC T101MT in prova
- Mio Spirit 470 Europe Plus
- Canon Ixus 105 in prova
- Toshiba AC100 in prova
- Philips Brilliance 225B in prova
- Microsoft Arc Keyboard in prova
Shopping: offerte della settimana
I più cliccati
blog
- Director's Cut
- Quello che vuoi veramente 0 commenti
- Vivere Social
- Geolocalizzazione, serve davvero? 0 commenti
- Il Rompiscatole
- Un iPad nuovo di zecca, in negozio, senza code 1 commento











