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Il 'nuovo' Ask Jeeves è sviluppato in Italia
Al via le attività italiane di Ask.com, il motore di ricerca già noto come Ask Jeeves. Tutte le tecnologie saranno sviluppate nel laboratorio di Pisa
di Alessandro La Spada
08marzo 2006
Si è presentata oggi la filiale italiana di Ask.com , società che gestisce il noto motore di ricerca Ask Jeeves. Il cambio di nome, recentissimo, riflette i significativi passi avanti realizzati nel tempo sotto tutti i punti di vista. Per questo, spiega la società in una nota, il maggiordomo Jeeves, che finora aveva caratterizzato l'immagine del servizio, è stato “mandato in pensione”.
Il 'nuovo' Ask.com si avvale di un algoritmo di ricerca proprietario , uno dei pochissimi motori di ricerca a farlo, e offre agli utenti una nutrita gamma di funzioni per realizzare un'esperienza-utente diversa dai concorrenti, smarcandosi di conseguenza dai vari Google e Yahoo o, in Italia, da Libero e Virgilio.
Una notizia sorprendente, per la quale Ask merita a priori un 'buona fortuna', è la creazione di un centro italiano per lo sviluppo delle tecnologie di ricerca , già attivo da un anno e in fase di espansione. L'algoritmo principale e le sue declinazioni, dalla classificazione dei dati alla ricerca delle immagini, sono gestiti da uno staff localizzato a Pisa e guidato da Antonio Gullì. Gullì fu uno dei creatori di Arianna, uno dei principali search engine italiani della prima ora insieme con Virgilio, Janas e Il Trovatore.
Per essere precisi quella annunciata oggi è una beta pubblica della versione italiana di Ask. È completa dal punto di vista dei contenuti, cioè cercando si trova tutto quello che si troverebbe nella versione americana, ma è priva di diverse funzionalità avanzate. Proprio queste funzionalità, insieme con l'algoritmo proprietario, marcano le differenze con i concorrenti, e una dopo l'altra saranno localizzate per l'Italia.
Aprire al pubblico una beta del servizio, chiedendo esplicitamente agli utenti di inviare commenti a un apposito indirizzo di e-mail, per quanto insolito non è sorprendente. Roberto Bocci, direttore Business Development di Ask in Italia, spiega che “ormai è quasi una moda condurre beta pubbliche nel nostro campo”. Il riferimento è a Google, che dopo avere lungamente classificato come beta il suo motore principale, che nel frattempo era diventato il più usato al mondo, ha iniziato una lunga lista di beta pubbliche dei suoi nuovi e disparati strumenti.
Le speranze di crescita di Ask si fondano sulla consapevolezza che nei mercati più avanzati, come gli Stati Uniti e l'Inghilterra, gli utenti affiancano spesso un secondo motore di ricerca al motore preferito. “All'estero gli utenti sanno che, usando sempre e solo un singolo motore, perderanno quelle risposte e link aggiuntivi che potrebbero avere cercando con un motore che utilizza un criterio diverso – spiega Bocci -. Per questo vogliamo posizionarci stabilmente come secondo motore di ricerca in tutti i paesi in cui operiamo”.
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