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La stampa a sublimazione si realizza mediante quattro fasi e utilizza fogli progettati per catturare il colore allo stato di vapore.
A ogni passaggio del foglio sotto la testina termica, si ha la sublimazione di uno dei tre colori del sistema CMY (ciano, magenta e giallo) secondo 256 gradazioni cromatiche che vanno dal bianco al giallo, dal bianco al magenta, e infine dal bianco al ciano, per un totale di 16,7 milioni di colori.
L’ultimo passaggio appone una pellicola protettiva che preserva le fotografie dalla luce, quindi dai raggi ultravioletti (UV) che ne causano lo scolorimento, garantendo un tempo di conservazione di circa un secolo (così affermano le due case) e rendendo le foto più lucide.
I modelli a sublimazione hanno lo svantaggio di stampare fotografie solo nel formato 10x15 cm (formato cartolina), per alcuni un vero e proprio limite, ma allo stesso tempo sono gli unici dispositivi di stampa per i quali è possibile calcolare con estrema precisione il costo di esercizio.
Utilizzano infatti speciali kit, dedicati a ciascun modello di stampante e forniti dagli stessi produttori, composti da un sottile nastro avvolto intorno a un rullo, e da un numero di fogli adeguato alla sua lunghezza. Il kit KP-36IP di Canon per esempio, 36 stampe, è compatibile con alcuni modelli della serie SELPHY e costa 14 euro. In linea di massima, il prezzo di ogni stampa si aggira, al momento, intorno ai 30 centesimi.
Il principale accorgimento nell’uso delle stampanti a sublimazione sta nel proteggerle dalla polvere, quando non sono utilizzate, con un telo plastificato, discorso che vale anche per il cassetto alimentatore dei fogli. Ogni impurità che si deposita sui fogli di carta o sul nastro di colore, si presenta sull’immagine stampata come un antiestetico “punto di disturbo”.
Non a caso, nella confezione delle stampanti Canon è compreso un piccolo “pettine” da passare, a ogni cambio di nastro, nell’alloggiamento cilindrico che lo contiene, per liberarlo da eventuali accumuli di polvere.
Focus
Sublimazione termica, come funziona?
A sublimazione e a getto di inchiostro: sono queste le tecnologie utilizzate dalle attuali stampanti fotografiche. Dal piccolo formato alla stampa di fogli A3+, come per la punta di diamante di Canon: la PIXMA Pro9500
Dino del Vescovo
11luglio 2007
A ogni passaggio del foglio sotto la testina termica, si ha la sublimazione di uno dei tre colori del sistema CMY (ciano, magenta e giallo) secondo 256 gradazioni cromatiche che vanno dal bianco al giallo, dal bianco al magenta, e infine dal bianco al ciano, per un totale di 16,7 milioni di colori.
L’ultimo passaggio appone una pellicola protettiva che preserva le fotografie dalla luce, quindi dai raggi ultravioletti (UV) che ne causano lo scolorimento, garantendo un tempo di conservazione di circa un secolo (così affermano le due case) e rendendo le foto più lucide.
I modelli a sublimazione hanno lo svantaggio di stampare fotografie solo nel formato 10x15 cm (formato cartolina), per alcuni un vero e proprio limite, ma allo stesso tempo sono gli unici dispositivi di stampa per i quali è possibile calcolare con estrema precisione il costo di esercizio.
Utilizzano infatti speciali kit, dedicati a ciascun modello di stampante e forniti dagli stessi produttori, composti da un sottile nastro avvolto intorno a un rullo, e da un numero di fogli adeguato alla sua lunghezza. Il kit KP-36IP di Canon per esempio, 36 stampe, è compatibile con alcuni modelli della serie SELPHY e costa 14 euro. In linea di massima, il prezzo di ogni stampa si aggira, al momento, intorno ai 30 centesimi.
Il principale accorgimento nell’uso delle stampanti a sublimazione sta nel proteggerle dalla polvere, quando non sono utilizzate, con un telo plastificato, discorso che vale anche per il cassetto alimentatore dei fogli. Ogni impurità che si deposita sui fogli di carta o sul nastro di colore, si presenta sull’immagine stampata come un antiestetico “punto di disturbo”.
Non a caso, nella confezione delle stampanti Canon è compreso un piccolo “pettine” da passare, a ogni cambio di nastro, nell’alloggiamento cilindrico che lo contiene, per liberarlo da eventuali accumuli di polvere.
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