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Guadagnare on-line

Con talento, pazienza e fortuna è possibile ottenere interessanti guadagni grazie alla creazione di un sito, e alla scelta dei canali giusti per venderlo. Ma c'è anche qualche altro sistema...

Claudio Leonardi

17ottobre 2006
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Guadagnare on-line

Chiariamolo subito: non tutti possono sperare di fare dignitosi guadagni sul web. Occorre talento, tempo, fortuna e altre qualità non così diffuse. L'ambizione, tuttavia, è più che ragionevole e a tutti è offerta l'opportunità di mettersi alla prova. Di una cosa, però, bisogna essere sicuri: vendere non è immorale e chiedere soldi per ciò che si è creato on-line non è riprovevole. Solo con questa convinzione è possibile affrontare il web senza pruderie che censureranno le vostre prospettive di guadagno ancor prima che abbiate potuto metterle in campo. Fare soldi on-line significa molte cose, la maggior parte delle quali non verranno trattate in questo articolo. Abbiamo concentrato la nostra attenzione sull'opportunità di guadagnare attraverso la creazione di un proprio sito e abbiamo considerato le opzioni di profitto più facilmente accessibili, calcolando il minimo investimento di soldi e tempo. Solo tangenzialmente abbiamo considerato la possibilità di ottenere denaro tramite aste, scommesse e altre iniziative riservate a maggiorenni sfacciati. 

Prima regola: traffico
Scontato: senza traffico, ovvero persone che visitano il vostro sito, le possibilità di far fruttare il vostro lavoro calano drasticamente. Per generare traffico occorre produrre qualcosa di interessante e farlo con una buona costanza, ma altrettanto importante è saperlo proporre e far conoscere. Sapere di programmazione aiuta, ma non è indispensabile. Esistono, attualmente, alcuni elementi tecnici che bisogna obbligatoriamente conoscere: i motori di ricerca (e page rank), i feed RSS, gli strumenti di statistica interni, il socialbookmarking, e altri canali per la diffusione delle vostre pagine e PayPal, nonché qualche nozione sulle transazioni con carta di credito via web. Questi elementi vanno sapientemente mescolati, per ottenere i migliori risultati. Quando scrivete qualcosa su un vostro sito o blog, considerate la scelta dei termini per ottenere un buon punteggio di page rank, cercate di attrarre l'attenzione dei lettori a cui puntate, trovate il modo di stimolare il socialbookmarking. Tutto in un solo testo! 

Pubblicità
Uno degli strumenti principali per guadagnare con un sito è attirare su di esso la pubblicità. Qualcuno trova spiacevole ospitare banner sulle proprie pagine, ma i soldi da lì arrivano. Operiamo una prima distinzione tra grandi investitori e strumenti di advertising quali Google AdSense e suoi simili. Da soli è difficile raggiungere grossi investitori, occorre essere molto conosciuti e, tendenzialmente, molto specializzati. Il sito non deve mostrare sbavature dilettantesche ed essere affidabile nei contenuti e nei tempi di aggiornamento. Anche con tutte queste caratteristiche, resta il problema di un contatto diretto. Tale difficoltà può essere superata entrando a far parte di un network o, perché no?, creandone uno. Un esempio celebre è quello di Gawker media, una sorta di catena di blog. Ne fanno parte decine di blog, selezionati in base alla capacità di far traffico. Bisogna distinguere da quei grandi contenitori aperti a tutti (come Blogger.com). Il metodo di raccolta pubblicitario in questo caso è selettivo. Per esempio: il sito Lifehacker ha trovato la sponsorizzazione di Sony, ma la società giapponese non foraggia altri blog del circuito. Di fatto, i grandi marchi hanno un po' di timore a finanziare campagne pubblicitarie indifferenziate su siti per blogger, con il rischio che il loro nome finisca accidentalmente su pagine pornografiche, volgari o per nulla connesse al loro prodotto. Un rischio che non si corre nei circuiti come Gawker, dove si può sperare di entrare solo se si producono contenuti in inglese che convincano la commissione interna. Una commissione piuttosto selettiva. Esistono programmi meno elitari, forme di aggregazione spontanee che si fondano, principalmente, sullo scambio di link. Come si sa, la diffusione del proprio link è un elemento rilevante per il calcolo del page rank di Google. Proprio Google, tuttavia, sconsiglia l'adesione a questi circuiti improvvisati. 

Pubblicità contestuale
utt'altra filosofia anima iniziative come Google AdSense, che vanta numerosi concorrenti. In questo caso, chiunque può aderire al programma promosso da Google: in pochi giorni inizierà ad avere pubblicità sul sito in forma di link testuali. I guadagni arrivano nel momento in cui un visitatore del vostro sito fa clic su uno dei link. Si tratta di una percentuale di quel che guadagna Google dai suoi investitori. Anche in questo caso, la specializzazione è un elemento di successo fondamentale. I banner testuali che vi verranno inviati automaticamente (vi basterà aggiungere poche righe di codice al vostro blog) saranno connessi al tema delle vostre pagine. Più resterete in tema, più facile sarà trovare lettori interessati alla vostra pubblicità, meglio selezionerete la chiave di ricerca più il vostro pubblico sarà considerato un “target” interessante.
Esistono numerose alternative a Google AdSense, sebbene sia superfluo dire che il marchio Google è rassicurante come un seno materno per il navigatore, che ritiene di poter esplorarne i link senza timore alcuno. Inoltre, nessun database può vantare una clientela tanto vasta tra cui scegliere e, soprattutto, una localizzazione così ramificata. E tuttavia, poiché una delle regole per far soldi è differenziare gli investimenti, non sarà inutile verificare le proposte di altri servizi di advertising per chiave di ricerca. Nel riquadro accanto ne trovate un elenco sostanzialmente completo, ma ci sembra il caso di soffermarsi su alcuni nomi in particolare.Tra i più noti concorrenti di Google ci sono sicuramente Chitika Minimalls e Yahoo Publisher Network (YPN). Sebbene alcuni blogger lamentino lacune nella trasmissione dei report sui pagamenti (che approfondiamo in seguito) da parte di Chitika e Minimalls, si tratta di servizi ben radicati sul mercato, con un vasto campionario di clienti. YPN consente un buon controllo sulla pubblicità che vi sarà inviata, grazie alla possibilità di selezionare la categoria e la sezione del sito nella quale si desidera  inserirla. Per quanto riguarda Chitika MiniMalls, occorre considerare che essa non è in contrasto con lo sfruttamento di AdSense, e, secondo alcune testimonianze, garantisce un profitto pay per clic più alto (a parità di clic). Esiste però un problema: quando arriva il momento di pagare, molti blogger si sono visti “detrarre”, senza un criterio trasparente e individuabile, un certo numero di clic. Apparentemente, si tratta di una tassa preventiva sui possibili abusi di questo sistema di pagamento (clic truffaldini, in pratica), ma non è, ugualmente, accettabile. Vanno annoverati anche servizi che, a fronte di una buona efficienza, operano una selezione rigida dei partner. Claxon Media (www.claxon.com), per esempio, scarta i siti che non abbiano almeno 100 mila pagine visitate al mese. 

Donazioni e regali
La parola chiave è PayPal, questa sorta di bancomat virtuale che permette di versare, ma anche ricevere denaro è lo strumento di gran lunga più rodato per ottenere donazioni e partecipare ai cosiddetti programmi di affiliazione. Basta recarsi sul sito e fornire i propri dati per ottenere un indirizzo PayPal su cui avere donazioni da tutti gli iscritti. Se volete chiedere offerte in denaro ai vostri visitatori, non siate timidi nel farlo, non relegate la richiesta all'ultima riga di una chilometrica pagina, magari scritta in corpo 7. Create un banner o un link per una procedura sicura e non temiate di offendere qualcuno. Chi ritiene esosa la vostra richiesta è libero di navigare a sbafo e chi è generoso non potrà far finta di niente. Anziché denaro, è possibile chiedere di versare un contributo per l'acquisto di oggetti. Amazon offre una sorta di servizio di “lista nozze” (wish list), in cui creare una pagina con i propri desiderata, da linkare sulle pagine del vostro sito. I navigatori possono contribuire in misura della loro generosità e della loro riconoscenza per i contenuti che offrite. La stessa Amazon propone (ma non è l'unica) una diversa forma di sponsorizzazione chiamata programma di affiliazione (http://affiliate-program.amazon.com/gp/associates/join). Con questo termine si intende la possibilità di segnalare e recensire un prodotto e di inserire il link alla pagina di Amazon che ne prevede la vendita. Al blogger è riconosciuta una percentuale sull'incasso per gli acquisti effettuati da quel link. Gli italiani fanno i conti con l'assenza di una versione italiana del sito, ma per molti prodotti questo non è un ostacolo. 

Come vendere gadget e oggettistica personalizzata
E se invece di far vendere il prodotto di altri decideste di vendere qualcosa di vostro, prodotto da voi? Poniamo il caso che abbiate un romanzo nel cassetto, o siate abili fotografi, o abbiate un gran talento per il disegno, o siate falegnami provetti. Avete due strade: aprire un piccolo sito di e-commerce o sfruttare l'ospitalità e l'infrastruttura di altri siti specializzati. Per la prima scelta vi rimandiamo alle raccomandazioni legali della rubrica diritto & rovescio di Laura Garbati. Nel secondo caso, abbiamo qualche indirizzo da segnalarvi. Il sito CafèPress consente di creare una propria vetrina in cui vendere oggettistica ornata con proprie foto, immagini, disegni: dalle tazze alle magliette, dai biglietti d'auguri agli orsetti. Il vantaggio di avere una vetrina a proprio nome è che potete metterne il link sul vostro blog, senza occupare spazio virtuale, e sperare che qualche lettore ne resti affascinato. Il prezzo lo decide CafèPress, ma voi potete arrotondarlo in base a quanto pensate, sperate di guadagnare, tenendo conto che a voi resteranno le briciole e la maggior parte del guadagno sarà del sito che fornisce il materiale e organizza transazioni e spedizioni. Non coltivate troppe aspettative su questa forma di guadagno: oltre alle percentuali basse vanno considerati volumi di vendita prevedibilmente molto limitati, anche per blog e siti di medio successo. Vale la pena, tuttavia, non scoraggiarsi, e andare per tentativi. Se ne possono ricavare preziose nozioni di marketing e indicazioni non banali su gusti e tendenze dei navigatori.

Pubblicare il proprio libro
Abbiamo, non casualmente, menzionato il romanzo nel cassetto. Il sito di  Lulu (www.lulu.com/it) consente la pubblicazione del proprio libro inedito, senza ordinativi minimi e senza tasse di iscrizioni, concedendo un notevole potere decisionale su formati, prezzi, copertine. L'iniziativa sta in piedi grazie all'ampiezza del circuito di vendita, esteso a molti Paesi in tutto il mondo. Si tratta della più semplice e veloce soluzione per vedere stampato e diffuso il vostro testo. Quanto a guadagnarci... le possibilità non sono altissime, ma essendo il rischio uguale a zero vale la pena provare, in assenza di alternative. Altre forme di pubblicazione on-demand hanno proliferato in Rete. Citiamo quella di Book.on-demand (http://www.book-on-demand.it/ e di Eidon (www.eidon.info/stampa_book.html). In emtrambi i casi la pubblicazione va pagata, ma valgono tutte le clausole e le garanzie previste dal diritto d'autore e resta il vantaggio di un calcolo di costi preventivi e di una facile gestione dei file e delle transazioni. Non fatevi ingannare dall'apparente gratuità dei molti suggerimenti che avete letto in queste pagine. In tutti i casi, se volete sperare in un guadagno (per minimo che sia) dovrete investire parte del vostro tempo, soprattutto per seguire il percorso successivo all'avvio di una delle vostre iniziative, perché sarete sempre soli nell'autopromozione. E il tempo, anche nel mondo virtuale, è denaro.  

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