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Fotomaniaci
Si chiama Flickr ed è essenzialmente un servizio di backup on-line tanto semplice quanto geniale. Attenti, però: se siete appassionati di fotografia si può facilmente trasformare in una piacevolissima mania. Scoprite come funziona
27settembre 2006
Un po’ di storia
Flickr nasce nel febbraio 2004 per opera della canadese Ludocorp, ottenendo fin dal suo esordio un grande successo fra gli utenti della Rete. Il servizio è già concepito in maniera simile a quella attuale e si presenta come la soluzione ideale per mettere al sicuro le proprie immagini, renderle visibili a parenti e amici lontani e, perché no, fare nuova amicizie con coloro che condividono la nostra stessa passione per la fotografia. Come succede sempre in questi casi, la cosa non passa inosservata agli occhi delle “major” del web e nel 2005 è Yahoo! ad aggiudicarsi la società canadese e il relativo servizio. Il cambio di proprietà e alcune conseguenze dell’integrazione nell’offerta del colosso di Sunnyvale causano forti tensioni nei membri della community, ma nonostante le ripetute minacce alla fine non si verifica nessuna emorragia di utenti in conseguenza dell’acquisizione. Anzi, gli ultimi dati ufficiali a nostra disposizione parlano di una comunità in crescita esponenziale, che a gennaio contava già su oltre due milioni di utenti registrati e 93 milioni di immagini, per un totale di oltre 368 terabyte di dati gestiti. A giudicare da quello che vedo oggi in qualità di utente, questi numeri sono destinati a crescere ancora tanto e a lungo, soprattutto per due motivi: perché la fotografia digitale è un mercato ancora in fase di piena espansione e perché, fintanto che il servizio erogato manterrà le sue caratteristiche tecniche e commerciali sui livelli attuali, coloro che sono già iscritti continueranno a rinnovare l’abbonamento anche in futuro. Perfino se un concorrente dovesse superare Flickr in convenienza o qualità , la sola idea di dover traslocare migliaia di fotografie costituirà infatti un deterrente non da poco, per non parlare dell’idea di dover dire addio a tutti i propri amici.
Non lo abbiamo ancora detto, ma Flickr deve il suo successo anche alla facilità d’uso resa possibile da un’interfaccia web che, seppur in lingua inglese, permette di essere operativi al cento per cento in pochi istanti e senza nessun tipo di training o tutorial. Il servizio di base consta della possibilità di caricare e archiviare in modo permanente una serie di immagini. Per la precisione l’abbonamento gratuito permette di caricare fino a un massimo di 20 megabyte al mese, mentre quello professionale dura un anno, costa 24,95 dollari e permette di caricare al massimo 2 gigabyte al mese. A scanso di equivoci va detto che la quantità di dati appena riportata non si riferisce alle dimensioni effettive dei file ma al traffico in upload. Tradotto in soldoni significa che lo spazio effettivamente a disposizione ogni mese è leggermente inferiore. Nel pacchetto a pagamento, inoltre, sono garantiti l’upload e l’archivio delle fotografie originali (con una limitazione massima di 10 megabyte per immagine), l’assenza di pubblicità all’interno delle proprie pagine e nessun tipo di limitazione riguardo a set o altre funzioni.
Quanto alle procedure da seguire, una volta entrati in Flickr, usando un nuovo account o utilizzando un preesistente account Yahoo!, per caricare le foto (fino a un massimo di sei alla volta) basta fare clic sulla funzione –upload- e indicare a Flickr percorso dei file, tag e attributi. Al termine della procedura di caricamento, non si deve far altro che confermare nomi dei file e tag, fare clic su –ok- e aspettare di essere reindirizzati all’interno dell’home page del vostro account, dove potrete rivedere le immagini appena archiviate. Chi, come per esempio il sottoscritto, ha l’esigenza di traslocare on-line grandi collezioni di file, al posto della procedura appena vista opterà quasi certamente per un piccolo programmino, liberamente scaricabile, chiamato Flickr Uploadr e che permette di caricare decine di foto alla volta, per di più facendo anche in modo che siano inserite all’interno di un set preesistente o di uno creato ad hoc per l’occasione. Si tratta della soluzione migliore, anche perché permette di effettuare l’upload o mentre si usa il computer per altri scopi o, al contrario, quando non si ha la necessità di usarlo del tutto, per esempio durante la notte.
Indipendentemente dalla modalità prescelta per l’upload, una volta che questo sarà ultimato, chi desidera usare Flickr come puro servizio di backup non deve far altro che impostare le proprie immagini come –private-, per impedirne l’accesso a qualsiasi persona, e creare una serie di –set- per organizzare il proprio archivio in altrettanti gruppi più facili da gestire e consultare. All’occorrenza potrete poi chiedere di acquistare un archivio su CD o DVD delle vostre immagini organizzate secondo la stessa struttura utilizzata on-line e con tanto di tag. Niente da fare, invece, per i servizi di stampa: al momento Yahoo! li garantisce solo ai residenti negli Stati Uniti, eccezion fatta per i poster, ossia i grandi formati, che invece si possono comprare anche dall’Europa.
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