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Reti nell'etere

Le reti wireless LAN sono ideali per far comunicare i computer senza matasse aggrovigliate di cavi che bloccano il pc. Ma serve un buon router Wi-Fi: noi ne abbiamo provati sette

a cura di Luca Figini

21dicembre 2004
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Reti nell'etere

Non solo i centri commerciali e i negozi di informatica sono pieni di accessori Wi-Fi: i provider Internet hanno previsto nell’offerta di modem apparecchi wireless LAN (WLAN) con prezzi interessanti. Ma anche acquistando direttamente i dispositivi, gli investimenti richiesti non sono eccessivi: costruire una rete Wi-Fi 802.11b per due pc richiede un centinaio di euro. Bisogna però tenere presente che le prestazioni dello standard 11b sono sufficienti per un uso domestico non particolarmente spinto, poiché la banda passante di soli 11 Mbps garantisce un’efficienza sufficiente per accedere al web e condividere file o stampanti, ma risente di un calo di prestazioni con i sistemi di crittografia attivati. Per ottenere il massimo, minimizzando le latenze e i tempi di risposta a vantaggio di usi multimediali e ludici della wireless LAN, è necessario dotarsi di apparecchi 802.11g, che offrono una velocità di comunicazione di 54 Mbps, più che sufficiente per tutte le esigenze e che regge anche i sistemi di sicurezza attivati con chiavi a 128 bit. Per questo, le periferiche Wi-Fi 11g sono da preferirsi sia per la casa sia per l’ufficio: offrono prestazioni elevate, sono compatibili con gli apparecchi 11b, non costano troppo. I modelli basati su questo secondo standard, invece, dovrebbero essere considerati scelte di fascia bassa, per risparmiare. I sette modelli in prova comprendono router WLAN 802.11g di tipo tradizionale (3Com, AVM e Siemens) e con le estensioni al protocollo per raddoppiare la velocità nominale di trasferimento (D-Link, Netgear, Trust e U.S.Robotics). Nelle prove sono state simulate condizioni tipiche d’uso della rete Wi-Fi in casa con l’obiettivo di fornire indicazioni e spunti utili per aiutare nella selezione del modello più adatto alle proprie esigenze.

Le basi e i fatti
I router WLAN sono utili soprattutto per condividere l'accesso a Internet con altri familiari e ottenere la massima flessibilità nel scegliere il proprio ambiente di lavoro, ma non solo. È infatti possibile navigare in Rete seduti comodamente in giardino, mentre qualcun altro legge la posta nello studio e i bambini giocano on-line oppure scaricano file. Il vantaggio di questa configurazione è che non sono necessari cavi, ma ogni computer è sufficiente abbia installato un adattatore Wi-Fi, sia esso nel formato PC Card, PCI o USB. Inoltre, installando gli appositi software scaricabili liberamente in Internet, si possono addirittura effettuare telefonate in modalità VoIP (Voice over IP) e risparmiare qualche euro sulle tariffe telefoniche.

Proprio perché i dati viaggiano più o meno liberamente nell’etere, per evitare che i vicini o malintenzionati tentino di accedere alla rete, magari solo per navigare a spese altrui, è necessario adottare misure di tutela della wireless LAN. Un ulteriore aspetto da non trascurare è il raggio d'azione, che deve essere almeno sufficiente a garantire la copertura della distanza tra il router e il pc posto più lontano. Ostacoli fisici quali muri, porte e mobili riducono l’area operativa. Per questo, nei test, oltre alla dotazione di serie dei dispositivi, sono stati presi in considerazione fattori concreti che svolgono un ruolo fondamentale all'atto pratico, in particolare velocità, portata e sicurezza.

Effetti collaterali sull’uomo

Cordless, cellulari GSM, PDA Bluetooth o dispositivi UMTS: questi apparecchi emettono radiazioni elettromagnetiche i cui effetti a lungo termine sul corpo umano non sono ancora definiti con certezza. Secondo molti produttori di periferiche WLAN, gli apparecchi attuali conformi allo standard IEEE 802.11x emettono al massimo 100 milliwatt. Molti produttori indicano come potenza di trasmissione dei propri sistemi valori massimi di 30-35 milliwatt. Il valore importante, tuttavia, non è l'energia emessa in una qualsiasi zona dell'antenna, ma la distanza tra l'uomo e l'antenna. L'azione di una radiazione sul corpo dipende dall'intensità dell’irradiazione e della durata di esposizione. L'intensità della propagazione si attenua con il quadrato della distanza: raddoppiando la distanza dal trasmettitore si diminuisce di a un quarto la radiazione complessiva. Le antenne WLAN sono di solito collocate lontano dal corpo umano, ma la situazione cambia con i notebook: se si tiene il notebook sulle gambe, l'antenna integrata può emettere radiazioni che raggiungono anche gli organi vicini. Non è obbligatorio tenere apparecchi wireless vicini mentre si dorme. È meglio evitarlo, ed è consigliabile spegnere tutti i trasmettitori quando si riposa: il corpo umano in questa fase assorbe più facilmente le onde elettromagnetiche.

Internet in tutta la casa
La tecnologia Wi-Fi è una realtà meno recente di quanto si pensi. I primi apparecchi commerciali risalgono al 2001 e si basavano sullo standard IEEE 802.11b, in grado di trasferire dati alla velocità massima nominale di 11 Megabit al secondo (Mbps), anche se in realtà si otteneva una banda passante compresa tra 3 e 5 Mbps. Se si considera che la connessione ADSL per la casa ha saldamente raggiunto velocità di 1,2 Mbps, si può capire come in via teorica una vecchia WLAN a 11b offra prestazioni adeguate per applicazioni domestiche e piccoli uffici. Salvo che non vengano attivati sistemi di crittografia gravosi (128 bit) e la densità di collegamento non sia eccessiva, ovvero non vi siano troppi utenti connessi perché la banda passante viene suddivisa tra i pc. In queste condizioni, gli 11 Mbps diventano insufficienti. Inoltre, per trasmettere audio e video sulla wireless LAN, la velocità dello standard 802.11b non è adeguata. Nei negozi si trovano ancora modelli conformi Wi-Fi 11b, ma rappresentano la fascia economica e saranno definitivamente rimpiazzati dagli apparecchi a 54 Mbps, che rappresentano lo stato dell’arte attuale.

Il vantaggio dello standard 802.11g, oltre alle prestazioni, risiede nella piena compatibilità con le reti wireless LAN 11b, perciò tutti i dispositivi e i pc installati possono continuare a usare la rete. In più, l’ampia banda passante permette di risentire in misura minore dei sistemi di crittografia attivati e consente di distribuire contenuti multimediali tra più pc.

A fine 2003, U.S. Robotics e Netgear hanno presentato le prime soluzioni WLAN che raggiungono velocità di 100 e 108 Mbps. Nel 2004 Trust e D-Link hanno seguito la scia proponendo soluzioni da 108 Mbps. Si tratta di sistemi 11g che estendono le specifiche dello standard con tecnologie chiamate, per esempio, G-Plus o Super-G. Nelle modalità più lente da 11 e 54 Mbps, i dispositivi sono conformi rispettivamente alle specifiche IEEE 802.11b e 11g e sono quindi compatibili con le periferiche degli altri produttori.

Tuttavia, abbinando le schede e i router dotati di queste architetture proprietarie, si può sfruttare appieno la maggiore velocità raggiungibile, con risultati spesso sorprendenti. Inoltre, il consorzio IEEE che si occupa di formalizzare gli standard Wi-Fi dovrebbe diramare nei prossimi mesi le specifiche per raddoppiare la velocità con 802.11g, con estensioni del tutto simili ai sistemi già usati da diversi produttori. Potrebbe bastare aggiornare il firmware del router per ottenere la perfetta compatibilità. Tutti i router WLAN esaminati sono provvisti di antenna girevole e orientabile. U.S. Robotics ha realizzato un modello dall'aspetto professionale, con due antenne rimovibili, mentre D-Link e Trust hanno almeno un'antenna sostituibile. Gli altri produttori hanno preferito non seguire questa strada scegliendo antenne fisse. Una soluzione che può diventare fastidiosa quando ci si rende conto che la potenza radio è troppo bassa per raggiungere tutti i locali della casa. In questi casi basterebbe un'antenna più lunga o direzionale.

Sei su sette router dispongono di quattro attacchi LAN Ethernet 10/100 e possono essere interfacciati alla LAN preesistente o collegati in rete con un cavo a pc, notebook, stampanti e periferiche compatibili. Solo il Fritz!Box Fon WLAN di AVM ha un’unica connessione LAN, ma conta sulla porta USB che simula una scheda di rete.

Il modem non sempre c'è
Grazie al supporto DHCP integrato nei modelli in prova, possono essere assegnati indirizzi IP dinamici ai computer collegati sia via cavo sia in modalità wireless, con indubbi benefici sulla facilità di configurazione della rete. Ma solo il router di AVM integra un modem DSLche può essere collegato direttamente alla linea, gli altri dispongono del classico connettore WAN, situato posteriormente, indispensabile per gestire il modem purché dotato di porta Ethernet. Inoltre, il Fritz!Box Fon è l'unico a fornire anche le funzioni di piccolo centralino telefonico: sul retro si trovano gli attacchi per le linee ISDN e analogica e per due telefoni o fax. In tal modo, mette a disposizione funzioni telefoniche sia su rete fissa per due apparecchi analogici sia via Internet, usando i software opzionali oppure sfruttano il supporto SIP (Session Initiation Protocol).

Sincronizzare le antenne

Il problema principale delle WLAN private era e continua a essere il loro raggio d'azione, spesso insufficiente all'interno dei fabbricati. Se possibile, si consiglia di provare il dispositivo in casa prima di acquistarlo, soprattutto se ci sono pareti di cemento armato che formano un angolo acuto con la linea di trasmissione delle onde e ostacolano la diffusione del segnale tra router e scheda WLAN. Il suggerimento è di acquistare il router da un servizio di vendita per corrispondenza, perché la legge vigente in materia permette di restituire il prodotto senza fornire alcuna motivazione e, in questo modo, è possibile valutarne l’efficacia in casa. Nei negozi specializzati è difficile, se non impossibile, riuscire ad avere un modello in prova senza acquistarlo.
Per risolvere i problemi di portata, spesso è sufficiente spostare il router in una posizione migliore, nella quale possa prodursi con maggiore efficienza la trasmissione delle onde, oppure fissandolo a una parete o al soffitto, collocazioni da cui il segnale viene diramato senza incontrare ostacoli. A volte è utile ruotare o inclinare l'antenna del router. Un altro fronte su cui intervenire per migliorare le condizioni di trasmissione è la scheda WLAN. Spesso il pc si trova per terra, in un cantuccio: con una periferica Wi-Fi interna le onde emesse dall'antenna incontreranno inevitabilmente le pareti di calcestruzzo. Con un dispositivo WLAN collegato al pc tramite porta USB, questo problema potrebbe non porsi. Volendo, è possibile utilizzare anche una prolunga e cambiare la posizione della periferica.
Naturalmente è possibile anche installare un access point in ogni stanza, risolvendo così tutti i problemi di portata, ma è una soluzione un po' costosa. Si può scegliere una variante più economica: se avete un router WLAN con attacco SMA per l'antenna, potete svitare l'antenna in dotazione e utilizzarne una più potente, per esempio unidirezionale od omnidirezionale. Con queste antenne si può più che raddoppiare il raggio d'azione o, in condizioni favorevoli, persino quadruplicarlo. Per esempio, DLink ha a listino un'antenna direzionale da 6 dBi (codice DWLM60AT) con connettore SMA per router WLAN a un costo di circa 40 euro. In questo caso, la diffusione orizzontale delle onde e quella verticale vengono concentrate con un angolo di 80 gradi. Siemens offre un ripetitore Gigaset per WLAN, a un costo di circa 100 euro, con cui migliorare il raggio d'azione del proprio router WLAN da 54 Mbps. Se si sostituisce la solita mini-antenna di un access point wireless LAN con un'antenna speciale, con cui è possibile concentrare la diffusione del segnale, si possono coprire anche parecchi chilometri, riuscendo persino a integrare edifici distanti nella stessa WLAN. Così facendo, tuttavia, cresce anche l'area di potenziale aggressione da parte degli hacker.

Un po' di stile
Anche per i router Wi-Fi in prova, l’intefaccia principale con l’utente è affidata alla fila di LED posti sul pannello frontale e che sintetizzano lo stato operativo dell’apparecchio. Oltre all’immancabile spia per l’alimentazione, i modelli di Trust e U.S. Robotics dispongono di un’ulteriore spia che ne segnala il funzionamento. Sei router ospitano il LED che indica quando è in corso l'invio e la ricezione di dati tramite la WLAN, caratteristica di cui sono sprovvisti gli AVM e U.S. Robotics. Tutti i modelli hanno alimentatori esterni che, benché favoriscano la dissipazione del calore, comportano anche qualche svantaggio. Innanzi tutto, il peso: l'alimentatore più leggero, quello di Netgear, tocca quota 110 grammi, mentre quello di 3Com (il più pesante) supera mezzo chilogrammo.

Inoltre, un alimentatore ingombrante o pesante, per esempio quello di 3Com, può provocare problemi alle prese multiple che non siano ben fissate alla parete oppure causando un eccessivo ingombro, limitando così la possibilità di usare tutti gli attacchi disponibili. Alcuni modelli sono studiati per essere sovrapposti o montati a muro mediante staffe, come il convincente sistema di 3Com, invariato ormai da diversi anni, che consente di collegare tra loro tutti gli apparecchi usando un supporto molto robusto. DLink ha preferito una struttura di bloccaggio simile, anche se con elementi in plastica, mentre il Fritz!Box di AVM, a causa delle linee, curve non permette la possibilità di sovrapporre nessun dispositivo. Solo i router WLAN da 108 Mbps di D-Link e Netgear, grazie ai piedini di gomma, possono essere messi in verticale e occupare così meno spazio. Con gli altri modelli questa possibilità non è nemmeno valutabile. È importante disporre il router in modo che le onde radio si possano propagare senza incontrare ostacoli, meglio evitare di posizionarlo nell'angolo più remoto e recondito della stanza. Più in alto si trova, più l’apparecchio fornisce prestazioni elevate. Per esempio, si può collocare sopra i mobili oppure ad altezza d’uomo su una mensola.

A parte il modello di U.S. Robotics, tutti gli altri possono essere fissati anche al muro o al soffitto, grazie alla presenza di fessure apposite. Dal punto di vista puramente estetico, i più curati sono risultati i router di AVM, Netgear e Siemens.

Vietato origliare!
All’aumentare della velocità delle WLAN, più rapidamente un potenziale hacker potrebbe (in teoria) accumulare un quantitativo sufficiente di dati per penetrare nella rete e accedere ai file e alle informazioni scambiate, copiandole all’occorrenza. Fortunatamente, l’evoluzione degli apparecchi non avviene solo in termini di velocità ma anche di sicurezza e affidabilità: tutti i modelli in prova offrono la classica codifica WEP a 64 o 128 bit, a eccezione dell’AVM che supporta solo le chiavi a 128 bit. D-Link e Netgear possono contare anche sulla crittografia a 152 bit in modalità 11g e U.S.Robotics arriva persino a 256 bit. Poiché compatibili con lo standard 802.11g, i router (tranne il Siemens) possono anche usare il sistema WPA sia con chiave fornita a priori sia con sistemi Radius. Seppure potenzialmente più sicuro, questo secondo metodo di protezione delle comunicazioni non garantisce la piena compatibilità con il protocollo 802.11b, perciò va usato solo se si è certi di non dovere preferito periferiche o pc equipaggiati con questa tecnologia. La procedura di sicurezza e autenticazione 802.1x è supportata da D-Link, Siemens, Trust e U.S. Robotics, ma il suo impiego è piuttosto complesso, tanto da non giustificarne l’adozione in ambito domestico, e la documentazione fornita non è sufficiente.

Di default, tutti i prodotti non hanno attivato nessuna crittografia, tranne il Fritz!Box che arriva con il WEP già operativo e chiave da 128 bit comunicata a parte. Inoltre, le funzioni di sicurezza avanzate come il filtraggio degli indirizzi MAC associati alle schede Wi-Fi sui pc, l’opzione per nascondere l’identificativo SSID associato alla wireless LAN e il firewall sono presenti in quasi tutti i modelli prova. Solo il router di AVM non può contare sulle funzioni di filtro dei MAC, che dovrebbe essere presente nella prossima versione del firmware scaricabile dal sito del produttore. Chi attiva contemporaneamente filtraggio MAC, codifica WEP e firewall e disattiva la diffusione del nome di rete SSID, ha già ottenuto un buon livello di protezione per la propria rete senza dover affrontare questioni tecniche più complicate. Si consideri che ogni intervento rivolto ad aumentare la sicurezza comporta una perdita in termini di efficienza o praticità d’uso della wireless LAN. Ciò nonostante è caldamente consigliato attivare le funzioni offerte dai router.

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